
Dopo oltre un anno, Specialized ha messo fine alle tante voci riguardanti le bici da DH utilizzate “sotto copertura” da Loic Bruni e compagni. Lo ha fatto a Mont-Sainte-Anne, in occasione dell’ultima tappa della Coppa del Mondo di Downhill: il canadese Finn Iles, uno dei “beniamini di casa”, è sceso inaspettatamente in campo senza alcun mascheramento del sistema sospensivo. Dalle foto pubblicate su Instagram da Specialized Mtb, possiamo dire che sembra trattarsi di un meccanismo molto simile a quello ideato oltre trent’anni fa dall’azienda di origini fiorentine Ancillotti: un sistema cinematico denominato “Pull Shock”, progettato per le moto da cross e poi riadattato alle Mountain Bike.
Specialized ha rilasciato dichiarazioni brevi e poco dettagliate a riguardo, affermando però gli ottimi risultati raggiunti con il Sistema UBB (“Under bottom bracket”, traducibile con “Sotto il movimento centrale”), che permette di svincolare il comportamento dell’ammortizzatore da quello del sistema frenante e migliorare l’aderenza a terra della ruota posteriore.

Le tubazioni del telaio sono in carbonio, ma giunzioni e componenti sono in lega ricavati dal pieno (come, ad esempio, i leveraggi e i “massicci” foderi bassi) attraverso un processo di lavorazione a controllo numerico. Specialized ha affermato che si tratta di un telaio estremamente efficiente, ma ancora in fase prototipale. Non si sa se questo sarà il futuro “Demo” o meno, ma quanto affermato lascia presagire ad uno schema sospensivo simile a quello visto nello scorso week-end in Canada.

Loic Bruni, però, sta ancora utilizzando la famosa cover in plastica: probabilmente, per lui, non si tratta semplicemente di questo, ma di un’innovazione ben più radicale. Da anni, infatti, il 5-volte Campione del Mondo monta sul proprio manubrio un manettino particolare con led e cablaggio elettrico, probabilmente collegato con una centralina e un dispositivo elettronico per la regolazione delle sospensioni.

Entrambi gli atleti di Specialized Gravity sono strettamente legati al Progetto “Black”, il gruppo di sviluppo composto da atleti e tecnici di “Specy” che si occupa di progettazione e test di nuove tecnologie. Perciò, al momento è difficile immaginare il prossimo passo, nè tantomeno come sarà e quando verrà lanciato il prossimo modello da Downhill. Oltre al Sistema UBB (che poi, così scontato, ancora non è), ci sarà anche la predisposizione per un sistema automatizzato? Forse sì, forse no.














