Leggerezza estrema per una mtb. Giusto o sbagliato?

Leggerezza
Nella mtb è fondamentale trovare il giusto bilanciamento tra leggerezza del mezzo e la presenza di componenti necessari
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L’attenzione al grammo “di troppo” è ancora forte, tra i bikers da competizione. “La bici deve essere leggera!” – Meno peso, infatti, significa scalare più velocemente una salita e una maggiore sensazione di reattività. Ma è davvero così, quando si parla di fuoristrada?

Ammortizzatori, gomme, inserti, multitool di vario genere, borracce, misuratori di potenza, cerchioni (e chi più ne ha, più ne metta): costituiscono realmente una zavorra? Analizziamolo.

Gareggiare nel fuoristrada significa ricercare la massima performance in salita, sì; ma anche in discesa: è chiaro. Ciò che bisogna tenere a mente, però, è che né la salita, né – tantomeno – la discesa sono facili e battute. La nostra bici, perciò, deve essere in grado di superare le difficoltà previste dal percorso e anche quelle impreviste, come un nostro errore di guida, una foratura, un colpo troppo violento sulla ruota. Non dobbiamo adattarci alla bici: al contrario, essa deve adattarsi a noi. Per fare questo, la leggerezza di ogni componente non è sempre un vantaggio.

Ammortizzatori. Front, o full che sia, la mtb deve assorbire gli urti: è tassativo. Un comparto sospensioni, anche solo da 100mm, è lo standard minimo in gara. Se pensiamo alle competizioni di vertice, si vedono quasi esclusivamente bi-ammortizzate con forcelle da 35: doppia sospensione significa peso aggiuntivo, ma ne guadagna l’utilità.

Gomme, inserti e cerchi. Le gomme si “ingrossano” sempre di più, allargando il battistrada e irrobustendo le carcasse antiforatura. Gli inserti interni, ormai, costituiscono soltanto un aiuto nella guida e nell’aderenza. I cerchi, invece, si allargano e si rinforzano. Cosa significa? Che la leggerezza non è tutto.

L’esigenza di base è sempre quella di ridurre il peso: giusto. Ma “togliere” è bene fino a un certo punto: ogni componente della bici deve essere utile, prima di tutto. I percorsi moderni vanno di pari passo all’evoluzione delle mtb: bici “più capaci” vogliono tracciati esigenti, salite “rotte” e discese tecniche. In questo senso: gomme troppo leggere si forano prima, telai troppo rigidi non aiutano la guida, senza inserti si può “osare” di meno; e via discorrendo. Biciclette leggere e rigide fanno guadagnare, teoricamente, in salita (se questa è strada bianca o asfalto). Ma in discesa? E nel guidato? Per di più, a forza di assorbire gli urti muovendo il corpo, non stancano di più di una leggermente più pesante?

La verità, come sempre, sta “nel mezzo”. Il setup giusto deve essere un compromesso: tutto ciò che è utile, è anche necessario. Con un occhio, ma non troppo severo, al peso.