Domani prende il via una delle corse più belle e famoso della mtb: la Cape Epic. Gara a tappe sudafricana che per una settimana si prende di forza i riflettori del mondo del fuoristrada. Tra i tanti azzurri presenti in gara ci sarà anche il nuovo acquisto del Torpado Kenda FSA: Gioele De Cosmo. Il classe ’97, dopo due ottime stagioni con Scott Racing Team, ha deciso di cambiare e di passare alla corte di Sandro Lazzarin.
«La scorsa è stata una stagione molto importante per me», ci ha confermato De Cosmo. «Con il team abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati, sia nelle gare nazionali che internazionali, chiudendo il biennio in Scott con 12 vittorie e una sfilza di importanti piazzamenti. Queste due stagioni sono state molto delicate per me, in quanto sono state le prime nella disciplina marathon, dopo una vita passata nel cross country. Le prestazioni e i risultati, però, mi hanno dimostrato di aver fatto la scelta giusta. Nel 2024, inoltre, ho avuto la possibilità di confrontarmi a livello internazionale, partecipando a eventi come Europei e ai Mondiali, chiudendo entrambe le volte nella top 10. A coronamento di questo percorso è arrivato anche il secondo posto al campionato italiano, che quest’anno potrebbe essere un obiettivo alla mia portata. Tutti questi risultati mi hanno permesso di andare a caccia di una squadra che proponeva un calendario più ricco di gare internazionali».
Per questo motivo sei passato in Torpado? Raccontaci un po’ com’è andata la trattativa e i perché di questa scelta.
«Finita la stagione ho ricevuto diverse offerte, anche da vari team esteri, ma alla fine ho scelto di restare in Italia con Torpado. Le motivazioni che mi hanno spinto a firmare per loro sono diverse. Oltre al già citato calendario, sicuramente hanno inciso l’acquisto del mio amico e collega Fabian (Rabensteiner), con cui è sempre un piacere correre. L’idea di affiancarlo in qualche gara anche a coppie mi stuzzica molto. Importante è stato anche l’ottimo rapporto che ho con Sandro (Team Manager di Torpado Kenda FSA). E non per ultimo, il progetto presentatomi dal team, che punta a rilanciare… o ancora meglio di riaffermare ad alti livelli un brand così importante nel mondo della mtb».

La preparazione invernale come è andata?
«Molto bene, anche se l’inverno è stato più impegnativo del previsto, soprattutto viste le basse temperature trovate durante gli allenamenti. Era però importante dare tutto così da arrivare pronto e con una buona gamba già ai primi appuntamenti, visto che abbiamo subito affrontato grandi corse».
All’Andalucia Bike Race, infatti, sei andato molto forte insieme a Dorigoni. Due successi di tappa, due giorni in maglia da leader e un quinto posto finale nella classifica generale.
«L’Andalucia Bike Race era la prima gara a tappe dell’anno e un test molto importante per noi. Siamo riusciti a metterci in mostra e a raccogliere anche più di quanto sperato. Siamo ovviamente contenti che a vincere la gara siano stati i nostri compagni di squadra, ma anche noi abbiamo avuto buone sensazioni e si sta creando un bel feeling con Jakob».
Insomma, non c’era modo migliore per presentarsi alla Cape Epic.
«Assolutamente. La Cape Epic è il primo grande obiettivo della stagione. Una volta fino di correre in Spagna abbiamo avuto 5 giorni per tirare il fiato e poi siamo subito andati in Sudafrica per abituarci al clima estremo e a un terreno pieno di insidie. Anche perché, a differenza dei miei compagni che sono più abituati, io sono alle prime corse a tappe che disputo. Ne ho corsa qualcuna il primo anno in Scott, ma lo scorso anno ho disputato solo gare individuali. In Spagna è andato bene, ma l’effetto novità sicuramente inciderà, soprattutto in una corsa dura e complessa come la Cape Epic».



Tornati in Europa, quale sarà il tuo focus per quest’anno?
«Una volta tornati dal Sudafrica la testa sarà tutta per la nuova Coppa del Mondo: la Hero Wars Series. Questa manifestazione rappresenta un’opportunità significativa, per me e per il team, di metterci in mostra a livello internazionale. Mi piacerebbe partire bene, così da poter valutare con calma se puntare alla classifica generale o a singole tappe. Soprattutto Capoliveri, che sarà la prova di apertura, è una gara che conosco bene e dove vorrei raccogliere un risultato importante. Con il team vogliamo ovviamente difendere la maglia di campione nazionale di Rabesteiner. Per me, inoltre, sarà sempre un onore, se verrò chiamato, poter disputare Europeo e Mondiale. Corse sempre importanti e dove viene fuori il meglio di me».
Soprattutto la prova continentale in casa (che quest’anno si corre a Caselle, in Liguria), immagino sia per voi un appuntamento cerchiato in rosso.
«Il percorso di quest’anno lo conosco bene. Nel 2024 sono arrivato secondo dietro a Paez, proprio nella gara di Caselle. Essendo colombiano quest’anno non sarà un pericolo (scherza De Cosmo, ndr), ma ci saranno sicuramente presenti altri avversari temibili. Prove di questo tipo, però, soprattutto guardando al Mondiale, sono sempre gare molto dure, lunghe e probabilmente ancora fuori dalla mia portata. Almeno al momento. Però, se sarò selezionato farò il possibile per arrivarci preparato e dare una mano alla squadra».
Poi, se come lo scorso anno scappa una top 10, non dispiacerà sicuramente.
«Esatto. Lo scorso anno mi ero reso disponibile e il ct mi ha chiamato. Anche in quel caso avevo un ruolo più da spalla, ma lo sviluppo della corsa mi ha portato a essere l’unico azzurro nel gruppo davanti e alla fine mi sono giocato le mie carte chiudendo settimo e primo dei nostri. Lo scorso anno, però, il tracciato si prestava bene anche agli specialisti del cross country e il mio passato mi ha aiutato a superare la prima parte dove i maratoneti hanno sofferto molto. Quest’anno, invece, il percorso è più adatto agli specialisti della disciplina e soprattutto agli scalatori come Samuele Porro, che probabilmente sarà il nostro capitano e che sarei molto felice di aiutare».

Dove e quando ti potremo veder correre in Italia?
«Sicuramente disputerò gare importanti come la Hero, la Capoliveri Legend Cup, la Marathon del Salento, la Garda Marathon, il Festival di Riva del Garda e l’Italiano. Queste sono quelle sicure. La verità è che molto del mio calendario dipenderà da come tornerò dalla Cape Epic. Infatti, una volta in Europa, valuteremo meglio il resto della stagione. La certezza è che farò meno gare rispetto allo scorso anno, ma saranno più selezionate e di grande importanza».













