Zone d’ombra, basse temperature e gomme: attenzione alle trappole nascoste del terreno

Zone d'ombra
In questo periodo aumentano le insidie (credit: @tobycowley / Red Bull Content Pool)
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Con l’arrivo dell’autunno, e ancor più con l’avvicinarsi dell’inverno, le condizioni del terreno (ma anche dell’asfalto) cambiano rapidamente, spesso anche senza che ce ne accorgiamo. Le temperature iniziano a scendere, l’umidità aumenta, le giornate si accorciano e il sole, più basso, non riesce più a scaldare e ad asciugare le superfici come nei mesi estivi. Per questi motivi, anche in giornate limpide, quando il cielo è terso e il terreno sembra perfettamente asciutto, è fondamentale prestare attenzione a un dettaglio spesso sottovalutato: le “zone d’ombra”.

Queste aree, che possono trovarsi lungo tratti di strada o di sentiero coperti da alberi, muri, ponti, colline o scarpate, rimangono per giorni nascosti dal sole. In autunno ciò si traduce facilmente in terreno umido o scivoloso. Mentre in inverno le stesse zone possono diventare veri e propri punti di ghiaccio, invisibili a prima vista, ma estremamente pericolosi. Soprattutto nelle prime ore del mattino o al tramonto.

Chi si muove su due ruote (ma anche quattro) deve quindi imparare a “leggere” la luce e a interpretare il terreno con maggiore attenzione. Il miglior indicatore di rischio è proprio la luminosità. Se il tratto davanti a noi appare improvvisamente più scuro o se si passa da una zona assolata a una in ombra, conviene ridurre la velocità, tenere la bici più in piedi possibile e affrontare il tratto con prudenza. Semplice, ma efficace.

Zone d'ombra
Le gomme? La pressione ovviamente va scelta sulla base del terreno “principale”, ma se il gioco si fa pericoloso (ad esempio sottobosco) è consigliabile calare un pochettino

E le pressioni?

Parlando di Mtb, le pressioni ovviamente vanno scelte sulla base del terreno che si incontra più spesso. Però, quando queste “zone d’ombra” si fanno ricorrenti, è bene magari calare un pochettino. Ma il punto nodale resta uno. Solo mantenere sempre alta la soglia di attenzione e osservare costantemente il terreno permette di anticipare le insidie e di affrontarle con la giusta reattività.

Basta un po’ di attenzione in più, soprattutto quando la luce cala e il sole non scalda più come prima, per godersi la stagione (pur sempre bella) in piena sicurezza.