
Si chiude un capitolo, forse più simbolico che tecnico, nella recente evoluzione della mountain bike. E’ notizia di qualche settimana fa: le Mtb con piega da stradale, cosiddette Monster Cross, non saranno più ammesse nelle gare in cui negli ultimi anni erano diventate celebri, come la Leadville 100 (qui un approfondimento). Una decisione che segna una presa di posizione netta e che arriva per ridefinire i confini tra le discipline, che stavano diventando senza dubbio sempre più sfumati.
La contaminazione tra Mtb e Gravel (qui un altro approfondimento in merito) era ed è evidente. Telai rigidi, gomme scorrevoli e, soprattutto, in queste gare l’introduzione del manubrio drop avevano dato vita a un ibrido affascinante. Una soluzione che era diventata quasi un simbolo di alcune gare estreme, capaci di premiare resistenza, forza e aerodinamica, più che la pura tecnica.
Una tendenza che anche il mercato stava iniziando a seguire. Emblematica, in questo senso, è stata la recente presentazione della Pinarello Grevil MX, un progetto che ha dimostrato quanto i costruttori iniziassero a credere in questa direzione. Un mezzo pensato per spingere al limite il concetto di Gravel “estremo”, ma che, di fatto, si collocava esattamente in quella zona grigia tra due mondi che oggi, almeno per il mondo competititvo, viene ufficialmente ridisegnata.

Basta alle Monster Cross. Fondamentale tenere separati Gravel e Mtb
Il messaggio lanciato da Life Time, organizzatore di alcune delle gare più importanti negli Stati Uniti, è infatti chiaro: differenziare in modo netto gli eventi Mtb da quelli Gravel. Una scelta strategica che va oltre il semplice regolamento tecnico e che punta a preservare l’identità di ciascuna disciplina. La mountain bike deve tornare a essere mountain bike (nell’era John Tomac non lo era?), così come il Gravel deve mantenere una propria coerenza culturale. Questa decisione interrompe dunque questa fase di sperimentazione senza dubbio affascinante, ma che rischiava di rendere indistinguibili due mondi con presupposti diversi.
Si chiude quindi per l’ennesima volta un capitolo ancora forse troppo audace. Certamente Mtb e Gravel continueranno a evolversi. Forse in modo più autonomo, ma con la consapevolezza di aver condiviso, anche solo per un periodo, un terreno comune che ha cambiato per sempre determinati retaggi. Anche in America, niente più strane creature. Vedremo anche il sottobosco amatoriale (e di conseguenza il mercato) che direzione prenderà.










