
E’ successo dopo l’arrivo delle sospensioni, ma ora anche nel DH è arrivata la prima trasmissione elettronica. Per anni il Downhill ha rappresentato l’ultima roccaforte della trasmissione meccanica: sospensioni sempre più evolute, con telemetrie e sistemi di bloccaggio elettronici, ma trasmissioni fedeli al cavo.
E’ stato un percorso quasi inverso rispetto ad altre discipline, dove le trasmissioni sono arrivate prima di reggisella telescopici e sospensioni sofisticate. Ma ora, come detto, il cerchio si chiude. Anche nel DH debutta ufficialmente la trasmissione elettronica wireless: con la nuova XX DH Transmission, Sram introduce il primo gruppo elettronico progettato esclusivamente per la discesa. Non si tratta di un semplice adattamento di piattaforme esistenti, ma di un sistema sviluppato attorno alle esigenze estreme delle competizioni di alto livello.
Analizziamo meglio la nuova trasmissione Sram XX DH AXS
Il cuore del gruppo è una cassetta a 7 velocità con scala 10-24 denti, pensata per offrire rapporti ravvicinati e massima efficienza nella trasmissione della potenza. L’obiettivo è chiaro: permettere di cambiare rapporto senza alleggerire la pressione sui pedali, in partenza o negli sprint in uscita di curva. Questo sarà possibile anche grazie alla gestione elettronica e alla “mappatura” T-Type, pensata per far rimanere la catena sempre in presa, riducendo la perdita di slancio tipica dei sistemi tradizionali quando si smette di spingere per facilitare la cambiata.

L’architettura Full Mount elimina il classico forcellino: il cambio si fissa direttamente al telaio su entrambi i lati, aumentando rigidità e resistenza agli urti.
Il design è compatto e studiato per ruotare all’indietro in caso di impatto, mentre componenti come parti del parallelogramma sono sostituibili, un dettaglio fondamentale nei paddock di Coppa del Mondo.
La frizione Type 4 e la gabbia più corta (rispetto al parallelo per XC) contribuiscono a ridurre vibrazioni e rumorosità, migliorando la ritenzione della catena nei tratti più sconnessi.
Completano il sistema le pedivelle in alluminio dedicate, disponibili anche in lunghezze ridotte fino a 150 millimetri, seguendo la tendenza DH verso maggiore luce a terra.
Prezzi e competibilità
La trasmissione è compatibile con telai UDH e mozzi posteriori da 148 e 157 millimetri. I prezzi europei riflettono il posizionamento premium:
- 765 euro per il cambio XX DH AXS;
- 545 euro per la cassetta;
- 490 euro per la guarnitura;
- 150 euro per la catena;
- 240 euro per il controller AXS Pod Ultimate.
Non è un caso che i primi brand abbiano già annunciato allestimenti di punta con questa novità.

Le novità introdotte dai principali brand internazionali
Pivot Cycles propone la Phoenix XX DH Special Edition, limitata a 100 unità, che abbina il telaio Phoenix Carbon con sospensione DW-Link alla trasmissione SRAM XX DH AXS e alle sospensioni RockShox BoXXer e Vivid Ultimate. L’esclusiva finitura Electric Red, estesa anche alla forcella, sottolinea il carattere racing e celebrativo di questa serie speciale. Il colore è stato scelto per richiamare le serie originali dei componenti RockShox.
Ma anche Mondraker si muove nella stessa direzione con la nuovissima Summum RR Team Edition, versione top di gamma equipaggiata con XX DH AXS T-Type a 7 velocità, sospensioni RockShox BoXXer Ultimate e Vivid Coil Ultimate, e freni SRAM Maven Ultimate. Un pacchetto da 8.499 euro che rappresenta l’espressione più evoluta del downhill moderno secondo il marchio spagnolo.

Insomma, l’arrivo della trasmissione elettronica nel DH segna un passaggio storico: dopo anni di dominio meccanico, anche la disciplina più estrema abbraccia il wireless. La strada sembra tracciata, ma, chissà.














