Coppa del Mondo, il bilancio azzurro: Berta e Corvi brillano, Avondetto e Scarsi tra i migliori

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Martina Berta vince anche la prova XCO, dopo il successo del giorno prima nel XCC di Soldier Hollow (credit: UCI MTB)
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La Coppa del Mondo 2026 ha regalato all’Italia vittorie, podi e qualche rimpianto. A stagione conclusa, ripercorriamo il cammino degli azzurri che meglio si sono contraddistinti conquistando la classifica generale, un gradino del podio finale o lo hanno mancato di poco. Un bilancio che passa dal dominio di Valentina Corvi tra le Under 23 alla grande annata di Martina Berta tra le Elite, fino ai piazzamenti appena fuori dalle prime tre posizioni di Simone Avondetto e Gloria Scarsi, con quest’ultima ha più qualche rimpianto.

Martina Berta: una stagione da protagonista

Il nome da cui partire è senza dubbio quello di Martina Berta, che ha saputo trasformare la propria competitività in vittorie pesanti. A La Thuile, davanti al pubblico di casa, l’azzurra dell’Origine Racing Division ha trovato il suo primo successo in Coppa del Mondo nella prova XCO. Una giornata dal valore particolare, per il risultato e per il contesto nel quale è maturato. Vincere sulle strade e sui sentieri di casa, con il tifo a sostenerla, ha regalato alla sua stagione una delle immagini più belle. Fotografia che ha rischiato di ripetere una settimana più tardi, quando è costretta ad accontentarsi del secondo posto a Pal Arinsal da una Jenny Rissveds in forma strepitosa.

Poi è arrivato il finale americano. A Soldier Hollow Berta ha conquistato il suo primo successo in Coppa del Mondo nello short track, precedendo Alessandra Keller e Sina Frei, e ha completato il fine settimana vincendo anche l’olimpico. A Lake Placid ha continuato sulla stessa strada: prima nello XCC, davanti a Jenny Rissveds, e seconda nel XCO, battuta al fotofinish da Frei. Risultati che raccontano quanto fosse alto il suo livello nelle ultime settimane.

Il bilancio complessivo è di quattro successi stagionali in Copp (due per specialità), due secondi posti, un terzo (a YongPyong) e del terzo posto nelle generali sia XCO sia XCC. Un risultato che dà sostanza alla sua crescita e la colloca tra le atlete con cui confrontarsi per vincere, anche perché a fine agosto la valdostana ha vinto in volata l’argento Mondiale XCO in Val di Sole.

Valentina Corvi: il dominio tra le U23

Se Berta ha brillato tra le Elite, Valentina Corvi ha dettato legge tra le Under 23. La portacolori del Canyon XC Racing ha raccolto sette vittorie nelle prime otto prove di cross-country olimpico: una continuità impressionante, che le ha permesso di costruire il successo finale con largo anticipo e di affrontare ogni appuntamento da favorita.

Un dominio che affonda le radici nella scorsa stagione, quando l’azzurra aveva già conquistato la classifica overall, chiudendo invece seconda in quella di specialità XCC. Nel 2026 ha compiuto un ulteriore passo avanti: alla conferma nella generale ha affiancato la conquista della Coppa dello short track, sostenuta da tre vittorie. Due formati diversi, affrontati con la stessa efficacia, fino a completare una doppietta che certifica la sua superiorità nella categoria.

A rendere ancora più preziosa l’annata è arrivata anche la maglia iridata nell’XCO Under 23, conquistata ai Mondiali in Val di Sole davanti al pubblico italiano. Un successo che ha aggiunto alla continuità dimostrata in Coppa la capacità di imporsi anche nella gara in cui tutto si decide in una giornata.

Corvi ha poi onorato subito quella maglia a Soldier Hollow, vincendo alla prima uscita in Coppa del Mondo nell’olimpico con i colori dell’iride sulle spalle. Il settimo successo stagionale ha così assunto un significato particolare, dando seguito al trionfo mondiale e ribadendo una supremazia mantenuta per mesi. Due Coppe e il titolo iridato: il bilancio di una stagione che porta la sua firma.

Simone Avondetto: due classifiche tra i primi cinque

Tra gli uomini, Simone Avondetto chiude quarto nel XCO e quinto nello XCC. Nel primo chiude a poco più di 100 punti dal podio e precede Bjorn Riley di sole 18 lunghezze; nello short track è invece l’americano a stargli davanti, per appena 6 punti. Due piazzamenti che restituiscono una stagione di alto livello per l’azzurro della Wilier-Vittoria.

La stagione si era aperta bene, con il primo acuto già nella tappa inaugurale di Mona YongPyong: secondo nello short track alle spalle di Mathis Azzaro, dimostrando di poter competere anche nelle gare più brevi ed esplosive. Nel cross country olimpico, invece, dopo un brutto inizio in Corea ha costruito la classifica attraverso una serie di piazzamenti nelle posizioni di vertice. A Leogang ha sfiorato il podio, chiudendo quarto, mentre a Lenzerheide e Pal Arinsal è arrivato quinto. A La Thuile, davanti al pubblico italiano, ha terminato al sesto posto, nonostante una caduta, confermando la capacità di raccogliere punti preziosi anche in una giornata complicata.

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Simone Avondetto in azione a Pal Arinsal (credit: Wilier-Vittria)

Il sesto posto nell’ultima prova di Lake Placid ha completato il suo percorso e contribuito a difendere la quarta posizione finale. Resta il desiderio di rivederlo sul podio anche nel XCO e, soprattutto, di vederlo finalmente conquistare una vittoria di tappa in Coppa del Mondo, ancora assente dal suo palmarès. Il bilancio delle due classifiche racconta un Avondetto sempre più competitivo nel confronto con i migliori del circuito.

Gloria Scarsi: il rimpianto di un podio vicinissimo

Nel downhill il riferimento azzurro è Gloria Scarsi, quarta nella generale Elite. Il podio, però, è sfumato proprio nell’ultima gara, alla quale si era presentata da seconda in classifica. Al termine della prova si è ritrovata fuori dalle prime tre, ad appena 19 punti dal podio e a 34 dal secondo posto: margini che rendono particolarmente amaro l’epilogo.

Resta una stagione trascorsa a confrontarsi con le migliori, cominciata con il secondo posto a Mona YongPyong, alle spalle di Valentina Höll: un risultato che aveva subito messo in evidenza le ambizioni dell’azzurra. A Lenzerheide è arrivato un altro podio, questa volta sul terzo gradino dietro Anna Newkirk e Lisa Baumann, a conferma della capacità di Scarsi di inserirsi nella lotta al vertice anche su tracciati diversi.

Ai due podi si sono aggiunti il quarto posto a Leogang e in Alta-Savoia, oltre alla quinta posizione a Whistler, nella penultima tappa del calendario. Risultati che le hanno permesso di presentarsi all’appuntamento conclusivo con il secondo posto nella generale ancora da difendere.

L’ultima discesa ha impedito di completare il percorso con il podio finale, ma quanto costruito nei mesi precedenti conserva il proprio valore. Il quarto posto lascia così un doppio sentimento: la soddisfazione per una stagione con due podi e diversi piazzamenti di rilievo, e il rimpianto per un risultato ancora più grande rimasto vicinissimo.