Oggi parliamo di e-bike, della potenza dei motori e dell’annoso dibattito sempre aperto: si fa davvero meno fatica? La risposta arriva chiara, semplice e diretta: no. Ma con una piccola e fondamentale postilla: dipende tutto da come la si usa. E adesso andiamo a spiegarlo nel dettaglio.
La mtb a pedalata assistita, rispetto a quella muscolare, offre il grande vantaggio di poter sfruttare la spinta del motore. E fino a qua non ci piove. Eppure, nella gran parte dei casi, questo supporto finisce per essere adoperato “solo” per sostituire uno shuttle, con l’unico obiettivo di arrivare prima in cima.
Attenzione: non stiamo dicendo che non si possa fare. Piuttosto, vogliamo invitarvi a sfruttare la coppia delle moderne assistenze anche — e soprattutto — su per le salite più tecniche. Il motivo? Spesso sono divertenti da guidare esattamente quanto le discese!

Oltre la discesa: il divertimento di guida a 360 gradi
Durante i nostri test, parliamo spesso della potenza dei motori — specialmente dei livelli altissimi a cui siamo arrivati oggi — e dei vari allestimenti disponibili. Ci si sofferma sul travel delle sospensioni, sulla potenza frenante, sui pesi e sulle geometrie. Ci si concentra, insomma, sugli aspetti legati soprattutto al gravity.
Lo sappiamo bene: la maggior parte degli amanti della mtb adora la discesa. Noi siamo esattamente come voi e il sogno, alla vista di certi setting, corre subito veloce all’adrenalina dei trail. Di conseguenza, diventa facile perdere di vista cosa si può fare realmente con una e-bike, ovvero da dove e come si può salire fino in vetta.
Certo, a volte abbiamo poco tempo a disposizione e vogliamo soltanto salire in modalità Turbo fino a quel sentiero che desideravamo tanto provare: e ci sta. Ma in tutti gli altri casi, vi invitiamo spassionatamente a vivere le e-bike come puro divertimento di guida a 360 gradi, dalla salita alla discesa.
Per tanti di voi sembrerà scontato, ma credeteci: non è così per tutti. Frequentiamo i sentieri, battiamo i bike park e parliamo ogni giorno con tanti personaggi del mondo bike e affini. La verità è che la salita resta ancora molto sottovalutata. Tant’è che in molti pensano ancora alla e-bike come a un semplice mezzo per risparmiare sudore, e invece si fatica eccome!

Tecnica e gestione dei pesi: perché la e-mtb richiede impegno
Una e-mtb è più pesante, meno manovrabile e richiede una tecnica e un’abitudine specifiche per essere sfruttata al meglio. Sembra tutto facile: accendi il motore e vai. In realtà siamo di fronte a un altro mondo rispetto a una xc super maneggevole, specialmente quando si pedala su una full-power equipaggiata da enduro.
Le sensazioni in sella? Per chi vi scrive, è un po’ come rivivere certe fasi della guida in moto. Su per i trail più intricati, lenti e scassati, bisogna giocare “con l’acceleratore” sui pedali e imparare a gestire al millimetro l’erogazione del motore. Credeteci, si tratta di un esercizio tutt’altro che banale, sia tecnicamente che muscolarmente.
Spesso, infatti, viene spontaneo buttare dentro la massima assistenza pensando che più il motore spinge, più sia facile salire. Sulle mulattiere scavate o sulle radici umide, però, troppa rabbia tutta insieme fa solo scavare la gomma posteriore a vuoto o impennare la bici sul più bello. Il gusto sta proprio nel lasciar lavorare le mappature intermedie e progressive, quelle che accompagnano la gamba senza strappare.
Anche il corpo, poi, fa un lavoro tutto suo: scordatevi i classici rilanci in piedi sui pedali da bici muscolare, perché qui perdereste subito aderenza dietro. Sulla e-mtb si sale più seduti, con il petto schiacciato verso il manubrio, i gomiti larghi e gli addominali contratti per tenere giù la ruota anteriore. Quando arrivate in cima a una pietraia così, vi bruciano le braccia, la schiena e le gambe insieme: altro che passeggiata!
Anche quando la pendenza si inverte, inoltre, non è tutto uguale rispetto a una bici muscolare. In discesa i pesi giocano un ruolo fondamentale nell’impostazione della traiettoria. Tanti meccanismi di “difesa” mutuati da bici più leggere e nervose diventano quasi controproducenti su un mezzo assistito.
Siete ancora convinti che non si faccia fatica? Al contrario! Non fosse altro che, proprio grazie al supporto del motore, si riesce a girare molto più a lungo di quanto non si farebbe con una mtb tradizionale. La voglia prende il sopravvento, i chilometri passano veloci ed ecco che arriva la stanchezza! D’altronde, accumulare tanto dislivello positivo significa affrontare anche tantissima discesa.
Ma vogliamo parlare della soddisfazione di divorarsi così tanti sentieri in una sola uscita? Semplicemente impagabile.













