Blevins nell’olimpo della Mtb: 29 anni dopo Roland Green, il campione fantasma

Roland Green, evento NORBA NCS 2002 ad Alpine Valley, Wisconsin. Foto di Tom Moran.
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Sono passati 29 anni dall’ultima volta che un americano è salito sul gradino più alto del podio in Word Cup. Oggi c’è Christopher Blevins, allora c’era Roland Green, eterno rivale di Miguel Martinez e Filip Meirhaeghe.

Epiche rimarranno le volate col francesino, con corone triple a 46 denti e forcelle che andavano a pacco perché non esistevano ancora i bloccaggi. Dal 2001 al 2003 Roland Green è stato l’atleta più forte a livello mondiale. Il passaggio di Martinez alla strada lo proiettò sul tetto del mondo della Mountain Bike. Con Trek vinse anche il Campionato del Mondo XC a Kaprun nel 2002, sotto una pioggia e un fango epici. Tuttavia la carriera di Green, si è conclusa bruscamente nel 2005, all’età di 31 anni, a seguito di una grave commozione cerebrale e di una sospensione di sei mesi per doping. Nella sua ultima gara, i campionati mondiali di Cross-Country a Livigno, si ritirò per una doppia foratura, anche se in quel edizione, non avrebbe mai lottato per una maglia…

Rampiconero

Roland Green, il campione scomparso nel nulla

Da allora, Green è completamente uscito dal mondo della Mtb. Niente cerimonie. Niente allenamenti pubblici. Nessuna apparizione alle fiere. Nessun coinvolgimento finanziario nel ciclismo. Niente di niente di che sia legato allo sport.Da alcune voci (o leggende) si dice che Green fosse sposato con due figli. Vivevano a Fernie, una piccola città di montagna nell’angolo sud-est degli USA vicino al confine Idaho/Montana. Qualcuno dice che avesse avviato un’attività di pesca, altri che fosse diventato un saldatore. Un grave incidente, nel 2011, lo ha quasi ucciso, lasciandolo gravemente ferito con un’altra ferita cerebrale, annebbiando ulteriormente la memoria di un cavaliere che, 10 anni prima, era letteralmente in cima al tetto del mondo.