Si può a 19 anni aver vinto un titolo iridato, tre Campionati Europei e due Coppe del Mondo? Sì, se il tuo nome è Gaia Tormena. Talento assoluto del Cross Country Eliminator, l’atleta classe 2002 continua a sorprendere, andando a vincere in otto giorni tra Leuven, Novi Sad e Oudenaarde ben tre gare della sua specialità.
In Serbia, agli Europei, la Tormena arrivava con tutti i favori del pronostico. Aveva vinto le ultime due rassegne continentali e non era facile riuscire a mantenere le aspettative. E invece Gaia non ha semplicemente vinto, ha dominato le qualificazioni con il miglior tempo, ha spianato le batterie e ovviamente ha vinto la finale. Il tempo di 1’55” (l’unica donna sotto i due minuti) è il frutto di un lavoro certosino che proprio con la Tormena proviamo a scoprire…
Gaia, agli Europei partivi da favorita principale, è stato difficile gestire le pressioni?
«Sinceramente avevo più pressioni lo scorso anno. Con il fatto che abbiamo potuto provare poco il percorso, la testa era rimasta concentrata sulla gara. Non c’era spazio per altri pensieri. Inoltre nell’ultimo anno ho lavorato molto con il mental coach proprio a questo proposito».
Quella del mental coach è una figura che sta prendendo sempre più importanza. Un altro caso è quello di Jacobs, medaglia d’oro olimpica nei 100 metri…
«E’ una figura importante perché mi permette di concentrarmi su me stessa, sulle mie qualità e ovviamente sulle gare. Si instaura un rapporto di fiducia che aiuta molto la mente…»
Parlando della gara invece, possiamo dire che l’hai dominata?
«Non me l’aspettavo nemmeno io una vittoria così. Il tracciato era stretto e non eccessivamente veloce. Credevo in un arrivo in volata, invece sono riuscita ad arrivare da sola con un buon margine. Sono davvero felice…»
Che limiti ha una ragazza che a 19 anni ha già vinto tutto nella sua specialità?
«Il limite, se così vogliamo chiamarlo, è proprio la specialità. Mi piacerebbe migliorare anche in altre discipline, l’enduro per esempio mi piace molto. Quando corro lì stacco completamente la testa, mi diverto nel vero senso della parola».
E nell’Eliminator?
«Non so dove voglio arrivare in futuro, non voglio pormi obiettivi se non continuare a divertirmi con la mia bicicletta. I risultati vengono in automatico».
Ora arrivano i Mondiali, c’è da riscattare quell’argento del 2020…
«Assolutamente sì! Sul percorso dello scorso anno mi sono già rifatta nella prima gara di coppa, voglio tornare a indossare la maglia iridata dando il meglio di me. Quando dai il massimo non puoi avere rimpianti…»














