Sulla bici di Nino Schurter, la Sram ha inciso tutti e dieci i titoli mondiali sulle singole maglie della catena. Il campione olimpico Tom Pidcock ha raccontato che nel 2012, a tredici anni, correva già su strada ma si divertiva a guardare la mountain bike su Youtube e il suo GOAT era già Nino. Forse basterebbero questi due flash per dire chi è Schurter. O magari non sarebbe sufficiente un libro per raccontarlo davvero.
Gli anni passano, la vita cambia, quello che rimane molto spesso è una bici. Nino lo sa bene: lo svizzero è l’highlander della mountain bike con i suoi 37 anni. La sua vita è cambiata da poche settimane, da quando ha preso un’altra strada, divisa da quella di sua moglie Nina, che aveva sposato nel 2014, «rimaniamo legati in modo amichevole e familiare, per noi e per nostra figlia».
Il fuoriclasse svizzero è a Glasgow per inseguire il suo undicesimo titolo iridato, ma sa anche che questo potrebbe essere il suo ultimo mondiale. Gli anni della pandemia gli hanno tolto qualcosa in termini di motivazioni e di stimoli, il 2022 è stato l’anno del ritorno alla vita, in ogni senso possibile, con l’ottava Coppa del Mondo e la decima maglia arcolbaleno.
Quest’anno, lo sappiamo, Nino ha superato Julien Absalon nel numero di vittorie totali (35, festeggiate in Val di Sole) in Coppa del Mondo, ma non è escluso che la sua ventitreesima stagione in Coppa sia anche l’ultima. I Giochi Olimpici del 2024 sono una tentazione, «Parigi ha senso per me solo se sento davvero di poter essere di nuovo al top», ma la vita nuova è lì che lo aspetta.
Schurter potrebbe non aver più voglia di essere un vecchio corridore, per quanto sempre vincente: lasciare vorrebbe dire ritrovarsi ad essere per la prima volta un giovane uomo con un grande futuro dietro le spalle e un’immagine da portare in giro per il mondo godendosi anche un po’ la vita. L’esempio di un altro fenomeno suo connazionale, Roger Federer, lo tenta parecchio.
Nino ama l’Italia, dove vive suo fratello e per gran parte dell’anno anche i suoi genitori, ma non può fare a meno delle sue montagne. Si allena spesso anche su strada, ma quando ha provato a correre sul serio il gruppo degli stradisti lo ha fatto sentire un intruso. L’ultima passione è l’elicottero, ha preso il brevetto di volo ma non ne ha (ancora) uno suo: con o senza la sua mtb, Schurter vola alto.














