Se il sogno di Mathieu van der Poel – diventare campione del mondo su strada, nel ciclocross e in mountain bike, meglio ancora se nella stessa stagione – ci sembra enorme, vuol dire che non abbiamo ancora fatto abbastanza caso alla presenza nel pianeta di Pauline Ferrand-Prévot. La fuoriclasse francese, nata a Reims il 10 febbraio del 1992, sotto il segno dell’Acquario, nel 2022 è diventata campionessa del mondo in quattro specialità diverse: cross-country, short track, marathon e gravel. E oggi si è ripetuta nello short track a Glasgow.
Ma sono soltanto gli ultimi titoli iridati di una carriera ai limiti dell’umano: su strada è diventata campionessa del mondo in linea nel 2014, l’anno dopo maglia arcobaleno nel ciclocross e nel cross country (prima atleta della storia a detenere il titolo mondiale Elite nelle tre specialità, quello che sogna Mvdp). Nel 2019, nel 2020 e nel 2022 ha vinto nuovamente il titolo mondiale di cross country, nel 2019 e nel 2022 quelli di marathon, fino al filotto di un anno fa che ha portato a 13 i tuoi titoli mondiali Elite.
Pauline, che approfitta dell’inverno per lavorare su quello che non va e migliorare i suoi punti deboli, ha raccontato di avere avuto un periodo difficile dopo i Giochi: aver mancato il suo obiettivo numero uno, che era quello di diventare campionessa olimpica (a Tokyo chiuse decima, complice anche una foratura), ha avuto molto da limare.
Sono stati tre anni complicati da due infortuni e due operazioni all’arteria iliaca. Ha scelto di firmare – prima donna di sempre – per uno squadrone come la Ineos, l’ideale per «arrivare alle Olimpiadi di Parigi nelle migliori condizioni». Perché l’obiettivo che non ha raggiunto, da allora è diventato quasi un’ossessione. I Giochi in casa, il prossimo anno. «È l’obiettivo finale. È l’unico che manca alla mia carriera».
Per raggiungerlo Ferrand-Prévot sta lavorando quotidianamente, con blocchi diversi, con specificità particolari: tecnica e costruzione muscolare, resistenza, esplosività. Il suo staff è da star: Barry Austin è il suo preparatore fisico da 5 anni, Cécile Ravanel segue la parte tecnica e il bodybuilding e per la Federazione c’è Yvan Clolus. «Non vedo la mia storia con i Giochi come una maledizione, ma piuttosto come un percorso verso una conoscenza sempre maggiore di me stessa, del mio sport. E mi dico che se avessi già vinto i Giochi allora forse avrei una sensazione di vuoto, di tutto compiuto. Ovviamente non è così e questo mi dà molti vantaggi in termini di domande, curiosità o persino progressi».
Lo sport è nel suo Dna. Suo fratello maggiore Evan ha corso su strada dal 2009 al 2014 ma anche nel ciclocross. Suo zio Ludovic Dubau è stato campione francese di cross country nel 1994. La sua sorellastra Axelle Dubau-Prévot ha corso su strada fino al 2018. Suo cugino Lucas Dubau ha ottenuto il terzo posto nel campionato francese juniores di ciclocross nel 2016 e il suo gemello Joshua ha vinto la coppa di Francia juniores di ciclocross nel 2015.
Pauline è stata la compagna di Vincent Luis, triatleta professionista, bronzo a Tokyo nella gara a squadre, fino al 2015. Nell’aprile 2016 L’Équipe ha annunciato la sua relazione con Julien Absalon, leggenda della mountain bike. Ma tra loro è finita alla fine del 2021. A febbraio di quest’anno Pauline ha reso pubblica la sua storia d’amore con l’olandese della Jumbo-Visma Dylan van Baarle, a Glasgow per i mondiali su strada.
A proposito di strada: Ferrand-Prévot non esclude nulla per il suo futuro, compresa la partecipazione a un prossimo Tour de France: «Tutto a suo tempo. Ma perché non tornare alla strada dopo i Giochi e fare questo famoso Tour de France? Sì, anche quello sarebbe davvero l’obiettivo della mia carriera». Riassumendo: di obiettivi ne ha talmente tanti, faremmo meglio a dire tutti, che non sa dove voltarsi.













