Non sa se ridere o piangere Elian Paccagnella, e allora ride e un minuto dopo piange, e ride ancora. Ma quando arriva ad abbracciarlo il ct Mirko Celestino, ecco che l’azzurro non ce la fa più e si lascia andare a un pianto bellissimo. Stupenda la sua gara, bellissimo l’argento, prima medaglia per l’Italia della mountain bike in questo mondiale. «Inaspettato, non pensavo davvero di vincere una medaglia oggi, però sin dal primo giro ho visto che andavo forte, mi sentivo bene e vedevo che sui pezzi tecnici riuscivo a fare tanta differenza rispetto ai corridori che mi seguivano».
Oro all’inarrivabile danese Albert Withen Philipsen, «era irraggiungibile, complimenti a lui che ha appena vinto il mondiale su strada, e complimenti a me, non me l’aspettavo. Al penultimo giro avevo pressione, vedevo che il canadese mi recuperava in salita, sentivo quello che mi dicevano da fuori e sono riuscito a mantenere un po’ il distacco e l’argento».
Elian è quello che scherza di più nel gruppo, tutti immediatamente sono andati ad abbracciarlo, «senza di loro non ce l’avrei fatta». Felice Mirko Celestino, che voleva rompere il ghiaccio. «Grazie a tutti i ragazzi, gli junior mi danno tanta soddisfazione perché sono quelli che ascoltano i consigli, ne hanno bisogno, in fondo ci siamo passati anche noi, gli dici di non mollare, di tenere duro. Gli ho detto che erano tutti staccati, da soli, uno contro l’altro come in una cronometro. Avevo paura che saltasse invece la sua condizione l’ha portato all’arrivo. I nostri ragazzi stanno tutti bene, ma nella vita trovi anche quelli che vanno più forte».














