Rieccolo. Mathieu van der Poel è arrivato a Parigi ed è pronto, dopo alcune gare su strada che non aveva neanche voglia di correre (una l’ha persino vinta), a tornare a quel «mondo rilassato» che gli piace di più. Quello della mountain bike. Domenica il campione del mondo su strada e nel ciclocross sarà al via dell’Olympic test event sulla collina di Elancourt, destinato a svelare al mondo il percorso che porterà all’oro ai prossimi Giochi di Parigi. L’obiettivo è scoprire appunto il percorso e poi fare progetti per l’estate 2024. Il risultato è di secondaria importanza, ha detto all’inizio di questa settimana l’allenatore della nazionale olandese di mountain bike Gerben de Knegt. È particolarmente importante vedere quali competenze tecniche i bikers dovranno affinare nella loro preparazione per il prossimo anno. Mathieu dovrà poi tenere conto del fatto che anche il percorso su strada a Parigi sembra fatto su misura per lui.

«Solo dopo questo fine settimana sapremo come sarà il percorso e quali piani possiamo fare», dice De Knegt. «Ho provato a raccogliere informazioni su quel percorso in tutti i modi, ma non ho ottenuto molto. A Elancourt c’è una collina alta 250 metri, che offre molte opzioni. Può essere un percorso di arrampicata con due salite lunghe o un percorso a intervalli con diverse salite brevi. Può darsi che Mathieu pensi in modo molto diverso alle sue ambizioni in mountain bike a Parigi dopo domenica. Ma vorrei parlare della sua preparazione». Ha tutto a che fare con il Tour de France. La gara olimpica di XCO è in calendario lunedì 29 luglio 2024. Otto giorni dopo la tappa finale del Tour a Nizza. «Per me la preparazione ideale per Mathieu è quella senza il Tour, o fino al primo giorno di riposo. Questo perché la mountain bike richiede una preparazione più specifica. Tom Pidcock si concentrerà interamente sulla mountain bike e sarà un avversario molto difficile per lui. Se anche Mathieu farà così, penso che potrà essere vicino all’oro». Van der Poel andò ai Giochi a Tokyo con una settimana di Tour al suo attivo. «Allora stava molto bene. Se fai l’intero Tour, vuol dire che non toccherai la mountain bike per tre settimane e avrai solo otto giorni per affinare nuovamente il feeling su quella bici. Dipende tutto da quello che vuole Mathieu stesso. Dovrà essere chiaro presto. Dipende anche dal percorso. Uno a intervalli è molto più vicino alla strada. Perché siamo onesti: la corsa su strada a Parigi si adatta molto bene a Mathieu. Ma la combinazione è una sfida».
Cinque giorni dopo la gara olimpica di XCO, sabato 3 agosto sugli Champs-Élysées c’è una nuova opportunità di medaglia. Parla allora il ct degli stradisti olandesi Koos Moerenhout che definisce la scelta che van der Poel ha davanti un dilemma diabolico. «La domanda per ora è se Mathieu farà entrambe le discipline. Gli esperti mi hanno detto che la combinazione tra mountain bike e strada è più difficile rispetto a quella strada-mtb (quella dei mondiali di Glasgow, per intenderci, ndr). Nel prossimo periodo dovremo capire qual è la strada giusta. Inoltre, la corsa su strada olimpica è molto strana, a causa delle regole». Possono infatti partecipare solo novanta corridori, con squadre composte da un massimo di quattro corridori. Il tutto riservato ai paesi che si trovano tra i primi 5 nella classifica UCI alla fine della stagione su strada 2023 (a ottobre). «Attualmente siamo settimi e quindi abbiamo diritto a tre partecipanti tra gli uomini», spiega Moerenhout. «La speranza è che finiremo comunque tra i primi 5, ma questo è già abbastanza difficile».

Sembra quindi che l’Olanda possa schierare solo tre ciclisti su strada, uno dei quali dovrà partecipare anche alla cronometro. «In termini di tattica, sarai fuori dal gioco abbastanza velocemente. Resta da vedere chi andrà davvero a Parigi da leader. Ho visto il percorso online, sono curioso di fare una ricognizione dal vivo. Forse andremo lì con tre leader, il gruppo è composto da soli novanta corridori, è difficile da controllare. A meno che cinque o sei paesi non abbiano altra scelta che uno sprint di gruppo. Questo darebbe una strana svolta. È possibile che van der Poel combini la corsa su strada dei Giochi Olimpici con l’intero Tour, che finisce tredici giorni prima di quella partita. Così come è successo con il Mondiale, che ha vinto. Ma questo è un piano che Mathieu deve portare avanti con la sua squadra, l’Alpecin-Deceuninck. Bisogna evitare di arrivare a campionati così importanti con un corridore esausto».
Questo cambia da un atleta all’altro. «Alcuni corridori hanno davvero bisogno di crescere in un grande giro, in modo da poter uscire migliori. Lascio questa responsabilità allo stesso Mathieu. Se punta a qualcosa, punta anche alla migliore preparazione. È un professionista, ho fiducia in lui e Mathieu se lo merita. Secondo me il Tour non è un brutto modo per prepararsi alla corsa su strada olimpica. È un valore aggiunto, addirittura. Di Mathieu non ne abbiamo due. Resta da vedere quali scelte farà. Non penso che correrà entrambe le discipline se non avrà fiducia in una delle due. Discuteremo nel prossimo futuro per vedere quali sono le sue priorità». Domenica a Elancourt cominceremo a capirci qualcosa.














