
Il ritorno di Mathieu van der Poel in Coppa del Mondo ha dato probabilmente le risposte che il neerlandese cercava. A Les Gets MVDP non si è limitato a testare la condizione dopo una lunga assenza dalla mountain bike: è tornato immediatamente davanti, ha guidato la corsa e si è giocato la vittoria fino all’ultimo settore tecnico contro Adrien Boichis.
Alla fine sono stati appena sette i secondi a separarlo dal francese. Un secondo posto che non vale una vittoria, ma che assume un peso importante considerando che Les Gets rappresentava il primo vero test stagionale in MTB prima del grande obiettivo: il Mondiale XCO in Val di Sole di domenica 30 agosto.
Van der Poel torna davanti: «Era da tempo che non succedeva»
Il primo elemento positivo riguarda proprio le sensazioni ritrovate in gara. Van der Poel arrivava allo XCO dopo aver già compiuto una notevole rimonta nello Short Track, passando dalla 41ª posizione di partenza all’undicesima e conquistando così la possibilità di scattare dalla seconda fila nella prova olimpica. Una differenza enorme rispetto ad altre apparizioni in mountain bike, nelle quali era stato costretto a spendere molte energie per risalire il gruppo.
Questa volta MVDP si è trovato subito con i migliori e ha potuto correre diversamente, gestendo lo sforzo e arrivando anche a prendere il comando nel settimo giro. A fine gara il neerlandese ha sottolineato soprattutto il piacere di essere nuovamente competitivo nelle posizioni che contano: «È stato molto bello tornare davanti».
L’olandese ha spiegato come la partenza dalla seconda fila abbia cambiato completamente la sua corsa: trovarsi immediatamente nel gruppo di testa gli ha permesso non soltanto di risparmiare energie, ma anche di tornare a divertirsi nella battaglia per la vittoria.
Van der Poel sfiora la vittoria: Boichis più forte nel finale
A Les Gets, MVDP non ha corso per il piazzamento. Nella penultima tornata ha preso l’iniziativa e si è presentato all’ultimo giro con possibilità concrete di vincere. Il punto chiave era chiaro: arrivare davanti nell’ultima sezione tecnica. MVDP sapeva che lì si sarebbe probabilmente decisa la gara e ha provato a superare Boichis prima dell’ingresso nel tratto decisivo. Non ci è riuscito. «Volevo essere il primo ad accedere alla sezione tecnica finale, ma Adrien era troppo forte e io ero già al limite. So qual è il suo livello. Conosco bene Adrien e sapevo che quella era l’unica possibilità di batterlo, ma non ci sono riuscito».
van der Poel ha riconosciuto che il francese aveva qualcosa in più e che lui stesso era ormai al limite. Nella sua analisi, ciò che gli è mancato è stata soprattutto un po’ di esplosività negli ultimi minuti, pur definendosi soddisfatto del rendimento mostrato. Boichis ha invece attaccato in salita, resistito alla risposta di Van der Poel e sfruttato la propria velocità nel tratto tecnico per aprire quei pochi metri che gli hanno consegnato la vittoria.
Boichis batte il suo idolo van der Poel
La storia dentro la storia di Les Gets riguarda proprio Adrien Boichis. Il francese non ha infatti battuto un avversario qualsiasi. Ha sconfitto Mathieu van der Poel, uno dei corridori che ammirava quando ancora guardava le gare in televisione.
Boichis ha raccontato di essere cresciuto da grande tifoso di Mathieu e di aver sempre considerato speciale ciò che il neerlandese riusciva a fare sulla bicicletta. Ritrovarsi anni dopo fianco a fianco con lui, nell’ultimo giro di una Coppa del Mondo, ha avuto quindi un significato completamente diverso. «È qualcosa che ricorderò per tutta la vita», ha ammesso il 23enne francese dopo il traguardo.
Un successo reso ancora più significativo dalla dinamica della corsa. Boichis non si è fatto condizionare dalla presenza di Van der Poel e ha continuato a gareggiare con il suo stile abituale, senza un piano rigido e affidandosi soprattutto alle sensazioni delle gambe. Per il francese quella di Les Gets è diventata così la vittoria più bella della carriera: non soltanto per il nome dell’avversario battuto, ma per la durezza della prova e per il modo in cui il successo è arrivato dopo un duello diretto fino all’ultima tornata.
Les Gets cambia le prospettive di van der Poel verso il Mondiale
Per van der Poel resta però soprattutto un dato: alla prima gara XCO della stagione è già riuscito a lottare alla pari con uno degli uomini più forti della Coppa del Mondo. Ed è probabilmente questa la notizia più importante pensando alla Val di Sole.
MVDP arrivava a Les Gets con pochi riferimenti specifici e con molti interrogativi legati alla mancanza di ritmo gara in mountain bike. Ne esce con un secondo posto, dopo essere stato protagonista dal primo all’ultimo giro e aver verificato direttamente di avere una condizione sufficiente per confrontarsi con i migliori specialisti. van der Poel, però, non vuole trasformare il risultato francese in una garanzia.
Ha ricordato che anche in passato era riuscito a disputare una grande gara a Les Gets per poi non trovare le stesse sensazioni una settimana più tardi. Per questo continua a mantenere basse le aspettative in vista del Mondiale.
Il problema resta la quinta fila in Val di Sole
Il principale ostacolo sarà ancora una volta la posizione in griglia. In Val di Sole Van der Poel dovrà partire dalla quinta fila, una situazione completamente diversa rispetto alla prima fila conquistata a Les Gets grazie al risultato nello Short Track. Il neerlandese sa bene quanto questo possa incidere. In Francia ha potuto inserirsi immediatamente nel gruppo dei migliori; domenica dovrà invece recuperare terreno nelle prime fasi, cercando di evitare traffico, contatti e perdite di tempo.
Per questo, parlando del Mondiale, MVDP ha riconosciuto che oltre a una grande prestazione avrà bisogno anche di: «Un po’ di fortuna nelle prime fasi di gara». La differenza rispetto a pochi giorni fa, però, è che ora Van der Poel sa di avere il ritmo necessario per stare davanti.
Nel post-corsa, infine, gli è stato anche chiesto se fosse più difficile vincere sugli Champs-Élysées o conquistare una Coppa del Mondo XCO. MVDP ha ironicamente risposto: «Oggi non ho vinto, sugli Champs-Élysées si. Quindi immagino che sia più difficile qui».
















