
Mathieu van der Poel e la Alpecin-Deceuninck insieme almeno fino al 2028. L’atleta olandese ha rinnovato nelle ore scorse il proprio contratto con la squadra belga e, in contemporanea, anche il contratto con Canyon per la quale sarà brand ambassador per almeno altri 10 anni. Ma quali saranno i suoi piani in questi 5 anni?
Iniziamo vedendo le parole con cui Mathieu ha accompagnato il rinnovo:
«Questo prolungamento è una scelta logica per me. Mi sono sentito a mio agio con le tattiche di Philip e di Christoph Roodhooft fin dall’inizio. Sono cresciuto insieme a questo team e sento che stiamo ancora facendo dei progressi. E anche se abbiamo già conquistato tanti successi insieme, sono ancora affamato. Non è secondario poi che in Alpecin-Deceuninck ci sia spazio per la multidisciplinarietà. È il team perfetto per combinare strada, mountain bike e ciclocross».
Pensando al contratto e a quello che ha detto ci si può chiedere: perché fino al 2028? E quali saranno gli obiettivi di van der Poel nei prossimi anni?
Alla seconda domanda nessuno può avere una risposta certa, probabilmente neanche lo stesso Mathieu che però, quest’inverno, dopo la vittoria del mondiale di ciclocross, rilasciò queste dichiarazioni:
«Il cross richiede molta energia. La mia attenzione si sta spostando sempre verso la strada e il cross country e qui non mi resta molto da vincere ancora, titolo mondiale e divertimento a parte. Lo faccio per il divertimento. Se dovessimo vedere che posso migliorare ancora saltando il cross, lo farò».
Sapendo questo, e sapendo che la mountain bike è attualmente la disciplina che più lo diverte, più della strada, è semplice dedurre che probabilmente l’obiettivo dell’olandese potrebbe essere quello di aumentare il suo impegno nella mountain bike. Tra Coppa del Mondo, mondiali e Olimpiadi Mathieu ha ancora tantissimi successi da raggiungere e, soprattutto, tanti conti in sospeso. Partendo dalla caduta ai giochi olimpici di Tokyo nel 2021 per arrivare alla caduta ai mondiali di XC a Glasgow. Proprio per queste ragioni nella sua testa quest’anno sarebbe dovuto essere quello della sua rivincita in mountain bike, proprio alle Olimpiadi. A Parigi van der Poel avrebbe avuto la chance perfetta per chiudere un cerchio e portare a casa la prima medaglia olimpica della sua carriera, ma le cose non sono così semplici.
Dopo aver vinto il mondiale su strada in Scozia l’anno scorso, Mathieu è diventato un “asset” troppo importante per la sua squadra e per gli sponsor. Per questo sarebbe illogico non farlo partecipare alle corse su strada più importanti della stagione, a partire dalla Milano-Sanremo e le altre classiche della primavera per arrivare poi al Tour de France. Per questa ragione preparare una gara di mountain bike importante come quella delle Olimpiadi sembra difficile, anche per uno come Mathieu. Soprattutto sapendo che tra la fine del Tour e il giorno della gara di XC a Parigi ci sarà circa una settimana: troppo poco per riposarsi, adattarsi alla Mtb e riprendere il ritmo gara necessario. Soprattutto per Mathieu che convive con alcuni problemi alla schiena proprio dalla caduta di Tokyo 2020.
Per questo per Mathieu potrebbe essere più semplice correre solo, o comunque dare la maggior parte della propria attenzione, l’evento olimpico su strada in cui avrebbe enormi possibilità di andare a medaglia. Tra il Tour e il giorno della gara ci sarebbero lo stesso numero esatto di giorni che un anno fa ci sono stati tra la corsa a tappe francese ed il giorno della gara del mondiale in linea. Anche il DS di Mathieu si è esposto affermando che preparare la gara su strada (chiaramente da sola) sarebbe molto più semplice. Quindi, potremmo non vedere Mathieu in gara alle Olimpiadi di Parigi su una mountain bike? Nessuno può dirlo, ma pensare di vederlo competitivo come gli servirebbe essere per puntare almeno al podio pare difficile.
Per questo si ritorna alla prima domanda: perché rinnovare fino al 2028? Le motivazioni potrebbero essere mille ma una “romantica” potrebbe avere come protagonista le Olimpiadi di Los Angeles che si disputeranno proprio nel 2028. E se Mathieu decidesse di realizzare il proprio sogno a cinque cerchi sulle ruote grasse proprio negli Stati Uniti? Magari, ritornando ai piani per i prossimi anni, preparandosi ad hoc in quella stagione così e in quelle precedenti provando a vincere il mondiale e/o la Coppa del Mondo.
Non c’è nulla di certo e da uno come Mathieu ci si può aspettare di tutto, lo sappiamo già. L’unica cosa sicura è che a lui la mountain bike piace, tanto, e che è l’unica disciplina in cui si deve ancora togliere delle soddisfazioni importanti e, soprattutto, con cui ha tanti, troppi, conti in sospeso.













