Lessinia Legend, il racconto del debutto di Giovanni Marchese. Il classe 2006 del Pavanello Racing Team

Lessinia Legend
A sinistra il classe 2006 Giovanni Marchese, a destra il suo allenatore, Gianfranco Gasparetto
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Domenica scorsa si è corsa la Lessinia Legend, 5ª tappa del Prestigio di MTB Magazine. Netto è stato l’aumento registrato nel numero degli iscritti alla corsa, come in salita era il numero dei giovani al via della gara. Giovanni Marchese, classe 2006 del Pavanello Racing Team, era il partente più piccolo della 25ª edizione della corsa veneta. Il corridore trevisano ha chiuso al 117° posto nella generale del percorso marathon e come 2° nella categoria juniores.

«Giovanni ha iniziato a correre con me nella mia squadra, la Young Team Arcade (team collegato alla società GC Arcade, con sede nell’omonimo paesino di 500 abitanti in provincia di Treviso, ndr), all’ultimo anno nei G6. Poi ha mollato, ma a 16 anni gli è tornato la voglia di andare in bici ed è ripartito. Attualmente sta avendo buoni risultati e sono sicuro che nel corso della stagione si potrà togliere grandi soddisfazioni», ci ha raccontato Gianfranco Gasparetto, che è stato il primo allenatore di Giovanni.

La pausa, come confermato anche dal ragazzo, è durata qualche anno, poi il richiamo della MTB ha vinto: «I motivi per i quali ho smesso sono vari – ci ha rivelato Giovanni – tra i principali, il problema economico ha senza dubbio avuto il suo peso. La mountain bike è una disciplina piuttosto costosa. Però due anni fa ho sentito un forte senso di nostalgia, mi mancano tanto le corse. Anche perché io continuano a uscire spesso con gli amici in bici. Loro gareggiavano spesso e mi hanno convinto a tornare».

Per Marchese, quella di domenica scorsa, era la prima uscita in una corsa marathon (fino ad ora aveva sempre corso solo gare di cross country). Il 17enne veneto ha pagato sulla sua pelle le difficoltà della disciplina e ha riconosciuto subito i suoi sbagli: «Ho fatto un errore in partenza, tipico di chi proviene dal cross country. Io sono abituato a partire forte per cercare di andare in testa fin dalle prime pedalate e così ho fatto. Sono andato davanti e ho provato a tirare, ma su queste distanze non è una buona idea. Infatti ho poi pagato questa scelta nel finale dove non avevo più le gambe».

La Lessinia Legend ha uno dei percorsi più belli e particolari della stagione, come detto anche dallo stesso Giovanni: «Il tracciato era molto bello. Tirava e mollava nei punti giusti. Il tratto più difficile era il muro di San Vito, lì era veramente durissimo. Scollinata quella salita poi era tutta la discesa fino all’ultimo muro. Nonostante fosse più semplice come salita, forse l’ultima parte era quella che ho sentito di più».

Al di là del risultato, questa sarà sicuramente un’esperienza di cui il classe 2006 farà tesoro: «Giovanni vuole provare a migliorare, ma il mondo junior è veramente molto duro – ha controbattuto con un po’ di amarezza Gianfranco – Anche perché c’è lui non ha tanti punti in cross country, quindi parte sempre dietro e in queste corse è molto complesso rimontare se inizi tanto in fondo. La scelta di fare questa esperienza alla Lessinia Legend deriva anche da questa costatazione. L’obiettivo è quello di fargli imparare a gestire grandi sforzi e accrescere la resistenza fisica. Anche fare qualche allenamento in strada lo aiuterà per maturare. D’altronde il prossimo anno passerà U23 e deve capire cosa vuole fare».