Farina entusiasta dopo il primo successo in CdM: «Sono scesa con un piano in testa e ho vinto»

Farina
Eleonora Faria incredula dopo la vittoria di Coppa del Mondo a Les Gets (credit: Nathan Huges)
Tempo di lettura: 5 minuti

L’estate di Eleonora Farina è appena iniziata, ma il risultato ottenuto sabato scorso a Les Gets è già il più importante della sua carriera. La 33enne trentina, dopo un inizio di stagione difficile, nelle ultime uscite aveva dimostrato di essere in netta crescita e, nella insidiosissima discesa dell’Alta Savoia, ha trovato il suo primo successo in Coppa del Mondo.

«Era da un po’ di tempo che mi sentivo sempre meglio e dentro di me dicevo: “dai che ci sei vicina, dai che manca poco per arrivare a un risultato importante. Questa vittoria la stavo cercando da tempo. Quest’anno ho cambiato bicicletta e abbiamo lavorato parecchio con il mio team fin dall’inizio dell’anno, proprio perché sentivo di essere vicina a questo successo».

Quanto hanno influito il peggiorare delle condizioni meteo nel corso della gara?

«Le condizioni erano quelle che erano. Tutte abbiamo provato su una pista asciuttissima, quasi polverosa, ma un’ora prima della partenza ha iniziato piovere. Partendo tra le prime ero lì al cancelletto quando è scesa la prima ragazza che è caduta subito. Li ho realizzato veramente quanto sarebbe stato difficile rimanere in piedi. Io però non mi sono fatta prendere dal panico, perché avevo chiaro in testa un piano in caso di pioggia che avevo pensato dal giorno prima. A quel punto mi sono detta: devo puntare a prendere tutte le buche e i canali possibili, perché saranno quelli che mi terranno dentro. Avevo un solo obiettivo. Stare sulla bicicletta, prendere pochi rischi e rimanere in salda sella. Alla fine ce l’ho fatta e sono molto contenta di esserci riuscita. Certo, c’è chi dice che ho vinto perché sono l’unica rimasta in piedi. Però questa è stata una tattica che io sono riuscita a seguire rispetto alle altre».

Farina
Eleonora Farina, 33 anni, è la campionessa europea in carica nel downhill (credit: Nathan Huges)

Questo successo ripaga da tutte quelle volte che ci sei andata vicina e la sfortuna ti ha negato questa gioia?

«Esatto. Spesso ho vissuto gare con simili condizioni meteo, nelle quali è toccato a me finire a terra e giocarmi così il successo. Questa volta mi sono trovata dalla parte giusta della storia. Ma c’è stata anche tanta bravura, perché anche quando sono scesa io il percorso era impraticabile. Anzi, le prime come me hanno trovato delle parti aperte dove c’era era proprio lo strato ghiacciato, come succede quando la polvere si bagna, che erano scivolosissime. Quindi, bisognava per forza entrare decisamente più conservative se non volevi finire a terra, che è quello che ho fatto io».

Dopo dieci lunghe stagioni da elite è arrivata finalmente la prima gioia. Cosa hai provato e cosa significa per te questa vittoria?

«La prima vittoria in Coppa del Mondo è sempre speciale, ma soprattutto quando arriva dopo dieci anni che ci provi. È vero che le prime stagioni facevo solo qualche gara, ho iniziato successivamente a fare tutto il circuito. Ma sento di esser cresciuta molto e questa è una grande conferma. Diciamo che questo successo per me vale un po’ come rivincita del Mondiale del 2020. Quando, in uno scenario simile a quello di questo weekend, sono caduta e a vincere è stata Balanche. In quell’occasione la svizzera era stata l’unica capace di rimanere in piedi. Inoltre, questo era un periodo in cui stavo e mi sentivo veramente bene. A Val di Sole sono uscita in semifinale perché non ero protetta. Ma secondo me potevo giocarmi un buon risultato già lì».

Farina
Podio femminile di downhill di Les Gets (credit: Nathan Huges)

Dal prossimo anno toglieranno il ranking protetto, sei d’accordo con questa modifica?

«Assolutamente sì. Quest’anno la vincitrice di Val di Sole non aveva fatto un tempo necessario per passare né alle qualifiche, né in semifinale e questa cosa è assurda. Non puoi arrivare in finale solo perché sei protetta e con una sola buona manche ti porti a casa la vittoria. Questo mi sembra poco corretto e sono contenta che il prossimo anno si parta tutte allo stesso livello».

Prossimi obiettivi?

«Sicuramente voglio fare una bella run nelle ultime due tappe di Coppa del Mondo per dimostrare che posso competere anche quando le altre rimangono in piedi. Prima di tornare a correre in Coppa del Mondo, però, c’è l’Italiano assoluto la prossima settimana. Poi l’11 agosto sarò all’Europeo in Svizzera. Si corre in una pista che non conosco, ma dove il prossimo anno si assegnerà la maglia iridata. Quindi sarà un importante banco di prova. In più, ho da difendere il titolo dello scorso anno e riuscirci sarebbe bellissimo. Inoltre, sarò presente al Mondiale di fine agosto che si terrà ad Andorra. Questo è invece un percorso che conosco bene e mi piace. Spero solo di fare un buon risultato».

Farina
Eleonora Farina durante le prove della discesa di Les Gets (credit: Nathan Huges)

In questi dieci anni sei cresciuta molto, ma non solo tu. In queste ultime stagioni l’impressione e che stiamo assistendo un’importante crescita generale del movimento del downhill in Italia. Sei d’accordo?

«In parte. Io penso che adesso si stia raggiungendo il punto più alto, ma il movimento in Italia credo sia iniziato a crescere già una decina di anni fa. Quando i primi atleti azzurri hanno cominciato a tornare in Coppa del Mondo. Ad esempio, io e Veronica abbiamo sempre puntato sul provare ad alzare il livello per crescere e aumentare l’interesse e la professionalità. Mi basta pensare che noi abbiamo iniziato questo percorso dormendo in macchina la sera prima di una gara di Coppa del Mondo e adesso siamo in team ufficiali che ci supportano nel migliore dei modi. Oggi esistono anche tante squadre italiane che fanno la Coppa del Mondo. Tutte cose che solo dieci anni fa sembrano impossibili».

Chiudiamo con una curiosità. Tu hai sempre dichiarato che ti cimenti in tanti sport per migliorarti in MTB. Ci sveli qualche tuo segreto?

«Semplicemente praticare tanti sport diversi. Durante l’inverno mi dedico allo sci e allo snowboard. Mi piacciono entrambi tantissimo e mi aiutano tanto nella capacità di gestire velocità e di muoversi nello stretto in frazioni di secondo. Poi pratico nuoto per il respiro e il fiato, il trackline per allenare il bilanciamento e l’equilibrio, l’arrampicata per rinforzare i muscoli, la palestra (corpo libero, no pesi) per il cardio e lo yoga per allenare la mente. La capacità di mantenere la testa focalizzata sull’obiettivo è un aspetto fondamentale per uno sportivo e va allenato. Infine, ho scoperto anche il qiqong, che è una arte marziale di origine cinese che mi affascina molto».