Quando si parla di discipline gravity, dall’enduro fino al downhill più estremo, l’attenzione ricade quasi sempre su sospensioni, freni e geometrie, relegando la sella a un ruolo di semplice comparsa. Non c’è niente di più sbagliato. La nuova Prologo Proxim W460 nasce proprio per scardinare questa convinzione, rivolgendosi a tutti quei rider che cercano il massimo del controllo, della robustezza e del supporto quando il sentiero punta dritto verso il basso.
Frutto di un importante restyling rispetto al passato, questa sella si presenta come un concentrato di performance progettato per assecondare la guida tecnica senza intralciare i movimenti fuorisella. Un componente vitale, proposto al pubblico a un prezzo di 109,00 euro, che promette di cambiare il modo in cui percepiamo l’equilibrio e l’interazione con la nostra bici.

Ecco tutte le specifiche tecniche della Proxim W460
A livello tecnico, la Proxim W460 sfoggia soluzioni all’avanguardia. Le sue dimensioni compatte, pari a 245 x 145 mm, e la forma anatomica semi-tonda garantiscono un bilanciamento perfetto tra il supporto necessario in pedalata e la massima libertà di movimento in discesa. Il cuore pulsante della sella è il collaudato Multi Sector System (MSS): un sistema che prevede diverse zone di imbottitura mappate in modo indipendente con schiume dedicate. Questo accorgimento rende la sella più flessibile lateralmente, ma in grado di offrire eccezionale protezione e resistenza agli urti.
A tenere il rider incollato al mezzo nelle fasi pedalate ci pensa la cover con tecnologia Slide Control, studiata per massimizzare il grip, mentre la base in nylon rinforzato riciclato strizza l’occhio all’ambiente. A completare l’opera troviamo due opzioni di carrello: il leggero e prestazionale Tirox (acciaio in lega leggera), che ferma l’ago della bilancia a 241 grammi, o la più robusta versione in Re-Steel (acciaio riciclato) da 294 grammi.

Ma come si comporta sui trails?
Passando al verdetto sui sentieri, sorge spontanea una domanda: perché dedicare tanta attenzione a una sella nel gravity? Se pensate che nelle discipline discesistiche la seduta sia trascurabile solo perché si sta molto in piedi, magari spinti da un motore assistito in salita, state commettendo un errore madornale. La sella è fondamentale proprio quando non la stiamo usando in appoggio. Per i rider downhill ed enduro, funge da vera e propria “bussola“: sentirla, percepirla e riuscire a trovarla con l’interno coscia o con le ginocchia permette di avere una cognizione istintiva di dove si trovi il centro della bicicletta. Mantenere una posizione centrale è la chiave per far “danzare” la bici sotto di sé senza sbilanciarsi troppo in avanti o all’indietro.
In questo scenario, la Proxim W460 si è rivelata uno strumento eccezionale. È una sella corposa, allargata nei punti giusti e incredibilmente resistente: si fa trovare immediatamente, guidando il rider e permettendogli di ritrovare l’orientamento anche nelle sezioni tecniche e scassate che rischiano di disarcionarlo. Ma non è solo un riferimento passivo da usare a reggisella abbassato. Prologo, maestra indiscussa nella produzione di selle biomeccanicamente perfette, ha tirato fuori dal cilindro un prodotto che brilla per comfort assoluto anche nei tratti pedalati più impervi, permettendo di spingere e rilanciare l’azione con una comodità che sorprende. Un prodotto completo, non di semplice “contorno”, che chiude perfettamente il cerchio delle necessità di ogni gravity rider… anche elettrico.
Per ogni ulteriore informazione, vi invitiamo a visitare il sito ufficiale Prologo. Stavate cercando, invece, una sella XC? Allora non perdetevi il nostro test della Prologo Nago NDR PAS!













