Olimpiadi, l’oro di Pidcock: «Non volevo e non potevo arrendermi. Ora punto al tris»

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Tom Pidcock ha bissato il successo olimpico nel cross country vincendo ai Giochi di Parigi. Con il secondo oro olimpico eguaglia il record della disciplina del biker francese Julien Absalon. Nonostante avesse criticato il percorso per essere troppo scorrevole e veloce, Pidcock sapeva che centrare nuovamente la vittoria sarebbe stato tutt’altro che facile. “Come ho detto da quando avevo vinto in Giappone – spiega il giovane britannico – ho pensato di volermi ripetere. La pressione quando punti al bis è diversa dalla prima volta, quando anche se avevo vinto qualche tappa di Coppa del Mondo ero considerato un outsider”.

Una gara presa di petto ma che non lo vedeva come principale pretendente al successo. “La sfida questa volta era molto più dura – prosegue Pidcock – Le aspettative erano alte, nella preparazione e nella mia testa l’attesa è sembrata più lunga e faticosa. In corsa è successo di tutto e ho potuto rilassarmi solo tagliata la linea. L’avvicinamento a questo appuntamento mi ha tolto così tante energie che è difficile spiegarlo. Ma l’eccellenza è uno dei valori delle Olimpiadi. Non volevo semplicemente arrendermi, non mi sarei arreso. Sono venuto qui per vincere, era tutto ciò che volevo”.

La foratura avrebbe potuto compromettere la gara, invece… “Dopo la foratura – racconta – sono rimasto calmo e concentrato. Stressarmi non mi sarebbe servito a nulla. Koretzky, so quanto è veloce nell’ultimo giro e con il tifo dalla sua parte ero sicuro che non avrebbe sentito il mal di gambe. Ma sapevo che, se fossi riuscito a stargli vicino, avrei avuto una possibilità”. E ancora: “È stata una bella battaglia. La rimonta è stata tutt’altro che semplice perché la corsa ormai era esplosa e c’erano corridori ‘parcheggiati’ ovunque, ma alla fine tutto è bene quel che finisce bene. È sicuramente la mia vittoria più emotivamente estenuante, questo è certo”.

Intanto, Pidcock si gode il successo. “Il tris a Los Angeles 2028? Non lo so, ora sono troppo stanco per pensarci e i programmi vanno fatti in altri momenti. Non escludo a priori l’idea di cercare il terzo titolo nella mtb, magari con meno pressione, senza correre prima altre corse fuoristrada. Vedremo…”.

E ora nuovo obiettivo su strada. “Di solito, dopo le gare di mtb, svolgo un lungo allenamento su strada. Questa volta invece riposerò per essere fresco per la prova in linea e stare con la mia famiglia, che ho sacrificato un po’ per questo obiettivo.”