Il ciclocomputer è uno strumento senza dubbio fondamentale per i professionisti, ma da qualche anno anche per i pedalatori più corsaioli, senza il quale è pressoché impossibile allenarsi con scientificità e precisione. Quando si possiedono ciclocomputer “avanzati” (per intenderci, connettibili con sensori), configurare e impostare le schermate correttamente (manualmente o tramite app, a seconda del device) è uno dei primi passi da compiere per poter riuscire a gestire “tabelle” e lavori specifici. Sappiamo che non è cosa semplice, soprattutto per chi non è particolarmente avvezzo ad un ciclismo così tecnologico: nelle prossime righe, perciò, forniremo qualche dritta per riuscire a selezionare i valori fondamentali e necessari per non perdere la testa durante le uscite e le ripetute.

Tutto dipende ovviamente dagli strumenti che si hanno a disposizione: cardiofrequenzimetro, potenziometro, o entrambi. Per questa disamina prenderemo in considerazione quest’ultima ipotesi, data la ormai grande diffusione del sensore di potenza anche nel ciclismo amatoriale.
Nella prima schermata, quella principale, vanno senza dubbio inseriti i parametri fondamentali: ‘durata totale’, ‘chilometri percorsi’ e ‘velocità’. A questi possono essere aggiunti in base alle proprie preferenze alcuni parametri da attenzionare come ‘potenza media’, ‘potenza normalizzata’ (fondamentale in Mtb), ‘bilanciamento destra-sinistra’, ‘cadenza media’, ‘velocità media’ e ‘frequenza cardiaca’, oltre a statistiche che possono essere interessanti (dipendono anche dal tipo di attività che si svolge) come ‘dislivello positivo’, ‘ora del giorno’, ‘temperatura’ e così via. Le denominazioni utilizzate variano di marchio in marchio, perciò attenzione: i valori, al momento della personalizzazione, potrebbero essere presenti sotto un altro nome.
Passiamo ora però al punto caldo, la schermata per i lavori specifici. Ad oggi le metodologie di allenamento sono davvero moltissime e da queste dipendono ovviamente gli esercizi specifici da eseguire durante le proprie uscite. Parlando di “ultima frontiera”, ci vengono in mente, ad esempio, le schede di allenamento basate sui chilojoule consumati. Beh, noi prenderemo come riferimento i metodi più classici, che sono ancora molto utilizzati dai preparatori italiani e di cui spesso ci troviamo a parlare nella nostra rivista mensile, senza scendere in una casistica troppo specifica.

I valori da inserire sono sicuramente quelli di ‘durata lap’, ‘potenza media lap’ e tutte le varie rilevazioni di potenza, da attenzionare in base al tipo di lavoro specifico che si deve compiere. Per intenderci ‘potenza 5 secondi’, ‘potenza 10 secondi’ e ‘potenza 20 secondi’ sono per i lavori più brevi ed esplosivi (come possono essere volate o partenze da fermo); ‘potenza 1 minuto’, ‘potenza 5 minuti’, ‘potenza 20 minuti’ e così via sono invece per tutti quegli esercizi “di durata” finalizzati al miglioramento della resistenza. A questi si può aggiungere ‘velocità’, ‘frequenza cardiaca’, ed in caso siano necessari per rispettare la tabella ‘v.a.m.’ e ‘cadenza’.
Il nostro consiglio è quello di non inserire troppi valori: una schermata troppo piena rende difficile la lettura, tanto più quando si è sotto sforzo. Come avete visto i valori da inserire sono un’infinità e quindi potrebbe essere buona cosa creare più pagine, da selezionare poi in base al tipo di attività o allenamento che si andrà ad affrontare. Dopotutto, qualora necessario, è anche possibile cambiare pagina durante l’uscita.

Infine, un ultimo avvertimento: trovare la giusta schermata può richiedere tempo e più tentativi. Ora, perciò, non resta che provare, riprovare e pedalare.















