Dai pro’ alla scelta: Front o Full? La bici giusta nasce dal terreno

Terreno
La misteriosa bici utilizzata da Leo Paez all’ultimo Mondiale Marathon. Lee Cougan l’ha presentata di recente: si chiama Rampage Origin
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È raro, ma girovagando, fisicamente o virtualmente, nell’ambiente Marathon, ogni tanto capita anche di trovare belle “rigide”. Più volte è successo anche nella passata stagione, nonostante le Hardtail siano ormai una piccolissima nicchia, considerando il trend generale nel mondo competitivo (ma non solo), su brevi e lunghe distanze. Ma in gare con molto dislivello positivo (oltre i 3.000?) e salite lunghe, ancora oggi la scelta della Front torna a essere presa seriamente in considerazione. E quindi è sorto il dubbio: ma qual è il vero discrimine nella scelta tra Hardtail e Full? E’ davvero solo la salita?

Il tema, oltre a soddisfare una pura curiosità tecnica, può interessare soprattutto a chi (a differenza dei professionisti) deve fare i conti con una sola bici (magari da scegliere in questo periodo), capace di adattarsi a gare, allenamenti e uscite di vario tipo. In questo senso, la decisione non può basarsi certamente su un solo fattore, ma deve tenere conto di una serie di variabili spesso sottovalutate.

Cosa prendere in considerazione quando bisogna scegliere se comprare una Front o una Full? Il terreno è un primo fattore

Molto dipende, ad esempio, dalla tipologia di gare che si va ad affrontare, sopratutto dal punto di vista tecnico: le Front per gare più semplici, le Full per macinare anche le discese più tecniche. Ma su percorsi “a limite” nella scelta, molto dipende anche dal fondo che si trova. Per avere reali vantaggi con la Front, le salite devono essere prima di tutto ben battute e scorrevoli (per avere la massima trazione), mentre le discese non devono presentare un livello tecnico tale da obbligare il rider a una guida estremamente conservativa.

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Sul podio di Verbier, due Front e una Full

Ma va detto che le Front moderne sono migliorate in modo evidente. Anche i telai più rigidi, oggi, riescono a offrire un certo grado di comfort, e molte soluzioni adottate dai costruttori (come i foderi flessibili) hanno portato allo sviluppo di vere e proprie “softail”, capaci di favorire l’assorbimento delle vibrazioni pur senza ricorrere a un ammortizzatore posteriore. Per non parlare poi delle Full ad escursione ridotta.

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Le Hardtail vengono ancora scelte anche perché poi hanno dalla loro diversi vantaggi oggettivi: costano generalmente meno, “chiedono” meno manutenzione, pesano meno (ovviamente con pari allestimento), e risultano più scattanti nelle accelerazioni e nei rilanci. Al di là del gusto personale, possono rappresentare la scelta ideale per chi ha budget o esperienza limitati (e non vuole ingarbugliarsi troppo, rimanendo sul semplice per divertirsi) o per chi affronta quotidianamente o nel weekend grandi dislivelli senza dover gestire discese particolarmente tecniche.

E cosa cambia per chi punta a corre a livello agonistico?

Lo stesso discorso vale anche in ambito agonistico, soprattutto quando il percorso premia l’efficienza di pedalata più che la capacità di assorbimento. Ma tuttavia, da queste considerazioni ne vien fuori un’altra, forse scontata, soprattutto per chi, per più motivi, ne deve scegliere obbligatoriamente una. Al di fuori delle condizioni citate, una buona Full, leggera, sospensivamente efficiente, si presenta forse come la bici ideale. La conferma, ancora una volta, arriva dai professionisti, che potendo scegliere, utilizzano con larga predominanza (perché richiesta in troppi contesti) la biammortizzata, sfruttando un eventuale “frontina” solo nelle gare con tanto dislivello (oltre i 4.000 metri) e tecnicamente semplici, in primis per evitare ogni dispersione di potenza e limare qualche grammo.

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In gare molto molto impegnative (come la Hero, in foto) dal punto di vista altimetrico, molti, potendo, scelgono la “rigida”. Ma si tratta di episodi rari. Per l’utente medio la storia è diversa, ma non così tanto

Insomma, in definitiva e come da premesse, il vero discrimine non è una singola caratteristica, ma l’equilibrio tra livello, percorsi ed esigenze personali. Speriamo che queste poche righe abbiano aiutato a sciogliere vostri eventuali ultimi dubbi.