
Il free rider svedese Emil Johansson ha recentemente condiviso sul proprio profilo Instagram un nuovo aggiornamento sulle sue condizioni fisiche dopo il grave incidente avvenuto durante il Red Bull Rampage. A distanza di mesi dalla caduta nel deserto dello Utah, il quattro volte campione del mondo di slopestyle sta ancora affrontando un lungo percorso di recupero, segnato da interventi chirurgici e complicazioni muscolari e nervose.
Le iniziali conseguenze della caduta al Rampage
Durante la finale del Rampage 2025, Johansson è stato protagonista di una violenta caduta che inizialmente sembrava aver causato “solo” una lussazione dell’anca destra. Dopo il crash, il biker è stato prelevato in elicottero e trasportato in ospedale per le prime cure.
Con il passare delle settimane, tuttavia, gli esami medici hanno rivelato che la situazione era più complessa del previsto. Nuove scansioni hanno infatti evidenziato una rottura completa del muscolo ileopsoas, uno dei principali flessori dell’anca e fondamentale per la performance atletica.

Nuovo intervento chirurgico e le successive complicazioni
Per cercare di riparare la lesione, Johansson si è sottoposto a un secondo intervento chirurgico alla fine del 2025. L’operazione aveva l’obiettivo di riattaccare il muscolo al femore tramite un ancoraggio osseo.
Nonostante l’operazione inizialmente sembrasse riuscita, ulteriori controlli hanno mostrato che il muscolo si era nuovamente retratto. A questo si sono aggiunti traumi nervosi e accumulo di tessuto cicatriziale, che hanno compromesso la funzionalità del quadricipite.
Per i medici, tentare un nuovo intervento comporterebbe un rischio troppo elevato di danni nervosi permanenti.
Il lungo percorso di recupero
A circa dieci settimane dall’ultimo intervento, Johansson ha spiegato di poter finalmente camminare senza stampelle su terreno pianeggiante. Tuttavia il recupero resta lento: il nervo non ha ancora ripreso completamente a funzionare e il rider non riesce ancora a estendere la gamba.

Il recupero, quindi, procede a piccoli passi, con l’obiettivo principale che non è più il ritorno immediato alle competizioni, ma la tutela della mobilità e della qualità della vita nel lungo periodo.
Il periodo difficile per Johansson non è ancora finito
L’atleta ha definito questo momento come uno dei più difficili della sua carriera: passare dalle massime prestazioni dello slopestyle alla lotta per recuperare funzioni di base è stato, nelle sue parole, un periodo: «Umiliante, ma anche formativo».
Nonostante le difficoltà, Johansson ha ringraziato il team medico, il suo entourage e i fan per il supporto ricevuto durante la riabilitazione.












