La nuova Specialized Epic 9 è stata presentata ormai da qualche giorno, eppure continua a catalizzare l’attenzione del mondo Cross Country, anche grazie ai successi ottenuti da Sina Frei nelle prove femminili di Corea. Ma il merito di questo gran parlare è su tutte di una caratteristica: la leggerezza (qui un vecchio approfondimento, sempre su bici americane).
Evolvere, semplificando, la piattaforma Epic senza tradirne l’identità originaria. Questo è ciò che Specialized ha fatto.
Epic 9: una Full “vera” che pesa meno di dieci chili
Negli ultimi anni il Cross Country è cambiato profondamente. I percorsi sono diventati più tecnici, veloci e impegnativi, costringendo i produttori a sviluppare biciclette sempre più versatili e capaci. Le Full da XC con la nuova componentistica hanno progressivamente guadagnato escursione, rigidità e sicurezza di guida, spesso accettando un inevitabile incremento di peso. Anche i professionisti, ormai, scelgono quasi esclusivamente configurazioni Full, privilegiando efficienza complessiva rispetto al semplice dato sulla bilancia. Erano rimasti pochissimi anche i fedeli delle Full ridotte, e questo ha spinto sia Specy che Trek ad abbandonare i rispettivi progetti.

Eppure, con la Epic 9, il tema della leggerezza torna nuovamente centrale. Perché in questo caso parliamo di una Full “vera” sotto il muro dei dieci chili. Ed è qui che nasce una riflessione interessante, che approfondiremo nelle prossime righe: nel 2026 il peso conta ancora davvero? La risposta sembra essere sì, ma in modo diverso rispetto al passato.
Come è stato possibile fare un Full così leggera?
Specialized dichiara infatti un telaio sotto i 1.600 grammi comprensivo di ammortizzatore, un valore estremamente competitivo considerando il livello di integrazione e le caratteristiche del progetto. Il risultato non deriva da soluzioni esasperate o compromessi estremi, ma da un lavoro molto raffinato sulla distribuzione delle fibre di carbonio e sull’ottimizzazione strutturale dell’intero chassis. La presenza del link in alluminio, ad esempio, dimostra come l’obiettivo non fosse inseguire il dato assoluto a tutti i costi, ma raggiungere il miglior equilibrio possibile tra peso, affidabilità e comportamento dinamico.
Parallelamente sono cresciute cresce anche le capacità della bici. Il passaggio ruota arriva fino a pneumatici da 2.5”, mentre il sistema sospensivo è stato ulteriormente evoluto per migliorare sensibilità ed efficienza. È il segnale evidente di come la leggerezza in questo caso non sia un valore isolato, come magari per alcuni di quei progetti raccontati sui social. Qui parliamo di una bici da Cross Country leggera, ma anche stabile e rigida.


Una bici leggera non è infatti automaticamente più performante in assoluto, soprattutto sui tracciati tecnici attuali. Tuttavia, è bene dire che il peso continua a incidere profondamente sulla percezione dinamica del mezzo, psicologicamente e materialmente. Una bicicletta leggera trasmette immediatamente agilità, rapidità nei cambi di ritmo e quella sensazione di brillantezza che, per molti rider, rappresenta ancora un elemento decisivo.
Epic 9: una gamma leggerissima!
Ed è proprio questo il punto: la leggerezza non è soltanto una questione di cronometro, ma anche una componente emotiva. Il pubblico amatoriale continua a essere fortemente attratto da numeri contenuti sulla bilancia, perché quei numeri “convincono”, o per i più evoluti perché quei numeri si traducono in sensazioni precise durante la guida.
Ovviamente quando ci riferiamo a pesi record ci riferiamo soprattutto all’emblematica versione Ultralight LTD, prodotta in soli 300 esemplari e dal peso dichiarato di appena 8,39 kg (grazie a una verniciatura specifica sviluppata per ridurre al minimo ogni grammo superfluo, sospensioni da 110 mm con forcella Sid SL Ultimate, reggisella meccanico e freni Trickstuff Piccola). Ma è tutta la gamma Epic 9 ad essere di rilievo in quest’ottica.


Basti pensare che la versione Expert, la più semplice (equipaggiata con trasmissione GX T-Type, sospensioni meccaniche e proposta a 6.999 €), viene accreditata con 10,95 kg. Ma la Epic 9 non è solo peso: anche le geometrie, pur senza rivoluzioni radicali, sono evolute, avvicinando il mondo racing di Specy al Trail.
A corti discorsi, la cosa sembra molto chiara: anche in un mercato che sembrava tutto su capacità e integrazione, la leggerezza continua a rappresentare un elemento chiave. Ora che equilibri sono stati spostati, tutti devono “rincorrere”.












