Così avevamo scritto qualche mese fa: nel ciclismo le innovazioni raramente scompaiono davvero, piuttosto attraversano fasi alterne, cambiano forma, evolvono e, a distanza di anni, possono tornare protagoniste. È il caso dei raggi in carbonio, una soluzione tecnica che sembrava essere stata accantonata e che oggi sta vivendo una nuova fase di interesse.
Se su strada il ritorno sembrava ormai avviato, così non sembrava la situazione in ambito Mtb (qui il precedente). Ma oggi, dai pochi prodotti di cui parlammo, la lista si è ampliata notevolmente con oggetti davvero interessanti. Questi li abbiamo visti utilizzati anche in Coppa del Mondo, e quindi eccoci qua ad aggiornare la situazione.
Il raggi in carbonio torna di moda in Mtb
Il sistema con raggio in carbonio sta entrando con decisione nel mondo della mountain bike, e gli ultimi segnali arrivati da Nové Město confermano che il trend è ormai in piena evoluzione. Durante la tappa ceca della World Cup, infatti, diversi atleti Canyon sono stati avvistati con ruote prototipo particolarmente interessanti. L’attenzione si è concentrata soprattutto sui raggi in carbonio che alcuni addetti ai lavori sono riusciti a captare. E’ la prima volta che vediamo ruote DT da Mtb allontanarsi dalle classiche soluzioni in acciaio.

Non sarebbe una sorpresa. La ricerca della massima prestazione sta spingendo sempre più aziende verso componenti capaci di ridurre il peso periferico della ruota senza compromettere rigidità e precisione di guida, per accelerazioni più rapide, maggiore reattività nei rilanci e una sensazione di guida più immediata, aspetti fondamentali nell’XC moderno. Anche Reserve è arrivata a proporre ruote di questo tipo, in dotazione agli atleti di Cannondale Factory Racing (qui la presentazione).
Come detto, la tecnologia dei raggi in carbonio arriva direttamente dal mondo strada, dove numerose aziende li utilizzano per le ruote top di gamma. Il vantaggio non riguarda soltanto il peso, ma anche la rigidità complessiva della ruota e la trasmissione della potenza. Portare però questa soluzione nella Mountain Bike è decisamente più complesso. Le sollecitazioni del fuoristrada sono enormemente superiori rispetto all’asfalto: impatti violenti, torsioni continue, compressioni e cambi di carico mettono ogni componente sotto stress costante.
Ma se alcuni marchi stanno lavorando in questa direzione significa che la tecnologia sta “reggendo l’urto”. La Coppa del Mondo, e in particolare il difficile tracciato di Nové Město, potrebbero rivelarsi l’ultimo passaggio in laboratorio per un altro prodotto. E se un marchio come DT Swiss dovesse entrare ufficialmente in questo segmento, allora il cambiamento potrebbe accelerare molto rapidamente.













