
È la storia del primo giro della gara femminile di Coppa del Mondo a Leogang, ma episodi di questo tipo fanno parte da sempre del bagaglio del Cross Country. Contatti, ingressi aggressivi, traiettorie che si incrociano, spazi che si chiudono all’ultimo momento: ogni situazione può essere letta da prospettive diverse e difficilmente esiste una verità assoluta. Ancora di più quando le condizioni sono estreme come quelle viste in Austria, con pioggia, fango e un livello di aderenza talmente precario da rendere ogni manovra più difficile da controllare.
Rissveds-Blunk: un contatto a inizio corsa che condiziona tutta la gara delle due atlete
L’episodio che ha acceso il dibattito si è verificato nelle primissime fasi della gara XCO femminile élite. Jenny Rissveds, nel tentativo di portarsi al comando, ha cercato un sorpasso all’interno ai danni di Savilia Blunk. Lo spazio era ridotto e il contatto è stato inevitabile: la statunitense è finita a terra, mentre la svedese ha tagliato per qualche metro una parte del tracciato attraversando una zona erbosa prima di rientrare in gara.

La manovra ha immediatamente sollevato interrogativi sia sulla correttezza del sorpasso sia sul successivo taglio del percorso. Rissveds, però, è stata oggetto di un’indagine da parte della giuria UCI senza che venisse applicata alcuna penalità. La campionessa svedese ha quindi potuto proseguire la propria corsa fino alla vittoria finale.
Al termine della gara, Rissveds ha spiegato la propria versione dei fatti: «È stata una gara molto combattuta. All’inizio eravamo tutte molto vicine. Stavo arrivando da sinistra e lei mi ha chiuso la traiettoria. O sarei caduta io oppure sarebbe caduta lei. Spero che stia bene». Una spiegazione che non ha però spento le polemiche.

A far discutere non è tanto il singolo episodio, quanto la percezione di una diversa applicazione del regolamento rispetto ad altri casi recenti. Proprio a Leogang, infatti, la giuria ha adottato una linea molto più severa nei confronti di Mathis Azzaro, secondo sul traguardo e poi squalificato per una manovra giudicata irregolare.
Sul piano regolamentare, la questione Rissveds riguarda soprattutto l’uscita dal percorso. Il regolamento UCI stabilisce infatti che: “Un corridore che abbandona il tracciato debba rientrare tra gli stessi due segnali dai quali è uscito”. Lo stesso articolo precisa che, qualora ciò non avvenga, “La commissione dei commissari può procedere con la squalifica”. La parola chiave, però, è proprio quel “può”, che lascia un margine di discrezionalità agli ufficiali di gara nella valutazione delle circostanze.

E qui si arriva al cuore del problema. Il sorpasso di Rissveds era possibile? Probabilmente sì. Era aggressivo? Sicuramente. Forse anche evitabile, considerando che ci si trovava ancora nel primo giro e che mancava gran parte della gara (e soprattutto c’erano condizioni di guidabili difficili). Ma il Cross Country moderno vive anche di queste dinamiche “di contatto”: partenze al limite, lotta per le posizioni e decisioni prese in una frazione di secondo.
Alla fine il verdetto del campo e della giuria è rimasto immutato. Jenny Rissveds ha conquistato la vittoria, mentre Savilia Blunk ha chiuso al quinto posto. Le discussioni, invece, sono destinate a proseguire ancora a lungo, perché quando si parla di sorpassi e correttezza il confine tra agonismo e irregolarità resta sempre uno dei temi più difficili da definire.












