International Bike Festival, Ravasio: «Vogliamo creare un punto d’incontro tra il Made in Italy e i mercati esteri»

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L'IBF ha cambiato denominazione da Italian Bike Festival a International Bike Festival
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Il Misano World Circuit Marco Simoncelli si prepara ad accogliere una nuova edizione dell’International Bike Festival (IBF), la manifestazione che negli ultimi anni si è affermata come uno degli appuntamenti di riferimento per il settore ciclistico italiano ed europeo. Dal quest’anno l’evento compie un ulteriore passo nel proprio percorso di crescita, adottando ufficialmente la denominazione International Bike Festival (e non più Italian Bike Festival), un cambiamento che riflette la crescente vocazione internazionale della manifestazione e la volontà di attrarre aziende, operatori e appassionati provenienti da tutto il mondo.

Per approfondire le novità dell’edizione 2026, abbiamo intervistato Fabrizio Ravasio, organizzatore della Fiera.

L’Italian Bike Festival diventa International Bike Festival. Cosa rappresenta per l’evento questo cambiamento?

«Il cambio di denominazione è il risultato di un percorso iniziato diversi anni fa. Già con il trasferimento della manifestazione all’Autodromo di Misano avevamo l’obiettivo di creare una piattaforma capace di rappresentare l’intera industria ciclistica a livello internazionale e non soltanto il mercato italiano. Negli anni abbiamo lavorato per aumentare la presenza di espositori e operatori provenienti dall’estero, fino a ottenere la qualifica ufficiale di fiera internazionale, riconoscimento che richiede il rispetto di precisi parametri legati alla partecipazione straniera. Oggi sentiamo che il percorso di internazionalizzazione è maturo e che il nuovo nome rappresenta in maniera più fedele la dimensione che l’evento ha raggiunto. International Bike Festival è quindi una naturale evoluzione del progetto».

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Fabrizio Ravasio, organizzatore dell’International Bike Festival

Quali aspettative avete per questa nuova fase?

«Il nuovo nome potrà sicuramente aiutarci a essere ancora più attrattivi verso alcuni mercati internazionali, dove anche l’aspetto formale ha la sua importanza. Ci aspettiamo una presenza crescente di aziende straniere provenienti dall’Europa e da altri Paesi, con l’arrivo di nuovi brand che in passato guardavano con minore interesse al mercato italiano. Allo stesso tempo rimaniamo fortemente legati alla nostra identità originaria. Continueremo a essere un evento rivolto principalmente al pubblico finale, ma stiamo sviluppando sempre di più anche l’aspetto professionale e business-to-business. Vogliamo offrire agli espositori nuove opportunità per organizzare incontri con distributori e agenti all’interno della manifestazione».

In che modo si svilupperà questa componente professionale?

«L’Autodromo di Misano ci offre una grande opportunità perché non è soltanto uno spazio espositivo, ma una struttura ricca di ambienti e servizi. Metteremo a disposizione sale dedicate per meeting aziendali, presentazioni private e incontri commerciali, mantenendo però intatta la natura esperienziale dell’evento. Il prodotto non viene soltanto esposto e raccontato, ma può essere testato direttamente in un contesto sportivo unico. È una caratteristica che distingue l’International Bike Festival dalle fiere tradizionali».

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Negli anni l’IBF è sempre più diventato un appuntamento imperdibile

Nonostante l’atmosfera sempre più globale, non mancherà la solita attenzione verso il Made in Italy. Anche con novità studiate appositamente per l’occasione

«Assolutamente sì. Una delle principali novità sarà un’area tematica dedicata agli artigiani italiani e ai produttori di telai e componenti realizzati nel nostro Paese. Vogliamo dare visibilità a realtà che spesso sono molto apprezzate all’estero ma che meritano una vetrina importante anche in Italia. Stiamo lavorando inoltre insieme alla Camera di Commercio per favorire l’arrivo di buyer internazionali. L’obiettivo è creare nuove opportunità di incontro tra chi produce in Italia e chi opera sui mercati esteri».

Il format dell’evento subirà cambiamenti significativi?

«La struttura generale rimarrà quella che il pubblico ha imparato a conoscere e apprezzare. Continueremo a proporre un festival ricco di attività, bike test ed eventi collaterali. Naturalmente cerchiamo sempre di introdurre elementi di novità e nuove esperienze, ma senza snaturare la formula che ha decretato il successo della manifestazione».

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Quale sarà il ruolo dell’area sportiva?

«Resterà centrale. Continueremo a investire molto nelle competizioni dedicate ai giovani, che rappresentano il futuro del ciclismo. Tra le novità di quest’anno ospiteremo la tappa finale del Caveja Bike Cup all’interno dell’Off-Road Arena, l’area test dedicata alle biciclette off-road che verrà trasformata anche in tracciato di gara. Ci sarà inoltre grande attenzione per la La Gialla Cycling, la cicloturistica su strada e gravel della domenica mattina. Abbiamo introdotto una formula premium per chi desidera vivere un’esperienza ancora più completa, con servizi esclusivi, accesso a una lounge dedicata, partenza privilegiata e un pacco gara di altissimo livello».

L’internazionalizzazione si rifletterà anche nella presenza dei brand?

«La lista degli espositori è già disponibile online, come la mappa interattiva della fiera dove sono indicati tutti gli stand presenti quest’anno. Più che concentrarci sulla distinzione tra marchi italiani ed esteri, preferiamo sottolineare come l’evento stia diventando sempre più un punto di incontro tra aziende, professionisti e appassionati provenienti da mercati differenti. L’obiettivo è creare un contesto capace di favorire relazioni, opportunità commerciali e nuove collaborazioni a livello internazionale, mantenendo però sempre forte il legame con il territorio e con l’eccellenza del Made in Italy».

Per maggiori informazioni: https://internationalbikefestival.com/.