Gli Schwalbe Rick XC Pro sono letteralmente sulla bocca di tutti. Sviluppati in stretta collaborazione con il campione svizzero Mathias Flückiger, nascono con un intento molto chiaro: colmare il gap tra il Racing Ralph e il Thunder Burt, unendo la scorrevolezza estrema dell’uno con una tenuta laterale superiore.
Dopo averli messi alla prova sul campo, ecco un’analisi dettagliata del loro comportamento, con un occhio di riguardo al volume, alle pressioni di gonfiaggio e alla tanto discussa usura.
Il volume da 2.4″: la vera arma segreta
La prima cosa che balza all’occhio (e che si fa sentire sotto le ruote) è il volume della versione da 2.4″. Questo dettaglio dimensionale inficia direttamente e in modo decisivo sui fattori di tenuta di strada e di trazione. Pur presentando una tassellatura centrale nettamente meno marcata ed evidente rispetto a un Racing Ralph (che abbiamo già approfonditamente testato), l’aumento della quantità di gomma a terra compensa e amplifica le doti di grip.


Sui terreni compatti, sia che si tratti di un fondo secco o di un umido sottobosco, l’impronta a terra maggiorata fa un lavoro eccezionale, infondendo molta sicurezza nel rider.
Gestione delle pressioni e protezione
Un volume così generoso apre a un altro grande vantaggio, vitale per un utilizzo sul campo non supportato dai box: la possibilità di variare molto di più la pressione in negativo. Sgonfiando lo pneumatico, la gomma “spancia” maggiormente, copiando in modo chirurgico le asperità del terreno.
Se a questa struttura andiamo ad abbinare un buon inserto o scegliamo la versione con protezione antiforatura al top della tecnologia Schwalbe (come nel nostro test), pizzicare diventa davvero difficile. Questo abbassamento delle pressioni non fa altro che maggiorare ancora di più i vantaggi di tenuta e trazione menzionati prima, rendendo la guida incredibilmente stabile.

Il vero Pro: è realmente una gomma racing
Non giriamoci intorno: il vero pregio di questa copertura è la sua indole corsaiola. Scorrevolezza, tenuta e trazione non sono mai in dubbio. L’ultimo e inappellabile giudice sul campo resta il disegno del battistrada, e qui Schwalbe ha fatto centro.
La tassellatura centrale è ribassata per garantire attriti ridottissimi, mentre i tasselli laterali sono alti e, a differenza del Ralph, più ravvicinati tra loro. Cosa significa questo? Che la piega risulta molto più sicura e controllata. Se in appoggi poco marcati lo pneumatico può tendere a scivolare per un attimo, a un certo punto si ferma nettamente contro il tassello laterale, che risulta decisamente pronunciato. Ed è proprio questo che serve in gara: scorrere fortissimo in rettilineo e tenere come sui binari quando si raggiunge il limite in curva.
Lati negativi? Analizziamo gli Schwalbe Rick XC
Esiste un difetto in questa gomma? Analizziamo la situazione. I tasselli centrali così bassi si usurano presto, specialmente se si gira sul secco o se ci si trova a dover affrontare lunghi trasferimenti asfaltati. Ma è corretto dire che sia un fattore negativo?


Non è un limite specifico di Schwalbe. Ne parliamo spesso sulle nostre pagine: è una cosa che avviene quando siamo noi “amatori” ad utilizzare gomme così altamente performanti. Insomma, bisogna fare i conti con la sua anima da purosangue. Prestazioni al top si traducono, inevitabilmente, in consumi maggiori.
Il consiglio di MTB Magazine. In un box di Coppa del Mondo non hanno problemi a cambiare gomma al minimo segno di usura. Ecco perché, per noi “comuni mortali“, raccomandiamo di scegliere sempre lo pneumatico con il massimo della tecnologia e della protezione contro le forature, così da avere un battistrada affidabile e durevole, capace di proteggere la ruota anche quando i tasselli iniziano a consumarsi.
Conclusioni e una curiosità “fuori misura”
Vale la pena investire su queste gomme? Senza dubbio. Al prezzo indicativo di 68.90 euro, rappresentano oggi una delle scelte più moderne e versatili del momento per la mountain bike.
A conferma di quanto il disegno del Rick XC sia ritenuto all’avanguardia, chiudiamo con una curiosità recente. Proprio questo pneumatico è stato scelto da Schwalbe per lo sviluppo dei nuovi prototipi in formato 32″, visti in anteprima mondiale sulle Thömus Maxon di Mathias Flückiger e Alessandra Keller durante la Coppa del Mondo a Lenzerheide. Un battistrada che sta già tracciando la strada del futuro.














