A tu per tu con Filippo Fontana: l’XC moderno, i percorsi e la preparazione al Mondiale

Fontana
Filippo Fontana chiude quinto nella prova XCO dei Campionati Europei XC 2026 (credit: UEC)
Tempo di lettura: 4 minuti

Essere un atleta professionista è un bellissimo mestiere complicato. Lo sa bene Filippo Fontana, portacolori del CS Carabinieri Olympia e volto noto del circus di Coppa del Mondo XC. Riflettendo su un suo recente post social, ci ha spiegato bene il concetto: «Ci sono volte in cui fai tutto al massimo e – semplicemente – non ottieni niente. Fortuna vuole che in MTB ci siano paesaggi e luoghi bellissimi in cui rifugiarsi, anche quando le cose non vanno come sperato».

Per chi guarda le gare dall’esterno, è fin troppo facile fermarsi alla fredda lettura delle classifiche. «Chi osserva solo le statistiche non conosce il reale lavoro che c’è dietro» ha sottolineato Filippo, raccontandoci di un periodo di preparazione meticoloso che, però, nell’immediato non aveva dato i frutti sperati. La MTB moderna è uno sport spietato: o sei al 100%, o fai DNF.

Verona MTB International
Filippo Fontana vince la prova maschile della Verona MTB International 2026

Riprogrammare dopo la sfortuna: dal Montello al Monte Ceneri

Filippo si era preparato a dovere per le ultime gare di metà stagione, tanto che l’Europeo non era forse nemmeno nei piani iniziali. Tuttavia, di fronte a cadute e guasti meccanici, c’è solo una cosa da fare: riprogrammare.

E Pippo lo ha fatto alla grande, correndo con un approccio mentale più leggero. Il risultato è stato un sesto posto al Campionato Italiano XC sul Montello (viziato da un ultimo colpo di coda della sfortuna) e un quinto posto di assoluto spessore all’Europeo XCO sul Monte Ceneri, in Svizzera. Una gara magistrale in cui tecnicamente è stato forse il migliore: lungo le scassate salite svizzere recuperava il terreno perso sulle pendenze in asfalto, mentre in discesa limava decimi preziosi ai primissimi.

Il tracciato “preferito” e la direzione del Cross Country

Inevitabile il paragone tra il tracciato svizzero e le tappe nostrane. Il verdetto è unanime: il percorso del Monte Ceneri è bellissimo: un inno alla “vera MTB“, molto simile a La Thuile, che meriterebbe un posto in Coppa del Mondo. Le moderne evoluzioni del Cross Country, però, stanno portando i tracciati verso velocità sempre più elevate. «È una “direzione artistica” che non si può invertire,» ammette Fontana storcendo un po’ il naso, «bisogna semplicemente adattarsi».

E a giudicare dai risultati si sta adattando alla grande: salvo imprevisti, viaggia stabilmente nella top 10-15 di Coppa del Mondo.

Sull’assenza di alcuni “nomi pesanti” all’Europeo, la sua lettura è lucida: il calendario di quest’anno non lasciava spazi per rifiatare dopo una stagione lunghissima, costringendo chi voleva staccare a farlo proprio adesso.

Troi Trek
Filippo Fontana vince la Troi Trek 2026 (credit: Alessandro Billiani)

Salti vs scassato: l’esempio di Bjorn Riley e la cultura della mtb

Parlando di tecnica, è emersa una riflessione sui “salti“, una skill che in Italia forse viene curata meno rispetto alla direzione da bikepark che l’XC sta intraprendendo.

A questo proposito, Filippo ci ha regalato l’esempio di Bjorn Riley, oggi uno dei rider più acrobatici in circolazione, ma che in passato faticava sulle sezioni tecniche naturali. «Lui, per fare un esempio, veniva dalla BMX, dagli skate park, dalle pumptrack, ovvero l’esatto opposto della MTB nel Continente: il guidato, lento e scassato» ci spiega l’azzurro. Oggi il moderno XCO è il punto d’incontro tra tutte queste declinazioni. In Italia, purtroppo, ci sono meno strutture capillari dedicate al “saper saltare“, fatta eccezione per eccellenze specifiche come le linee di panettoni alti al Mottolino.

Verso il Mondiale: onorare la Maglia Azzurra

Il cerchio si chiude inevitabilmente sull’appuntamento più atteso: il Campionato del Mondo in Val di Sole. E le ambizioni di Filippo sono chiare e dirette. «Lo sto già preparando, lo correrò al massimo delle mie possibilità e voglio onorarlo»  ci racconta. Il disegno del tracciato, aperto a tanti scenari e pretendenti, sembra potergli sorridere: «Magari non mi esalta in modo particolare, ma sicuramente mi favorisce».

L’approccio mentale sarà la chiave di volta, memore degli intoppi pre-Europeo: «Ho imparato che pensarci troppo non aiuta. Mi metterò nelle condizioni di dare il massimo, per il resto vedremo». Quel che è certo è che la condizione c’è, e correre un Mondiale in casa con la maglia azzurra addosso porta con sé un orgoglio speciale.

Fontana
Filippo Fontana (credit: Radek Kasik)

Tra YouTube e Short Track: i due volti di Fontana

Curiosità finale, ma non per importanza: l’approccio di Filippo alla bici ha due volti diametralmente opposti. Da un lato c’è il suo canale YouTube, dove mostra un modo di vivere la MTB esplorativo, riflessivo e silenzioso. Un viaggio fatto di quiete, sentieri e musica, in cui poter conoscere il lato più intimo del rider.

Dall’altro c’è lo Short Track (XCC), la disciplina più esplosiva in assoluto. Anche se XCO e Ciclocross (dove Pippo è un fuoriclasse) si assomigliano, i 20 minuti a tutta dello Short Track sono un mondo a sé. E proprio su questo segmento Fontana si è messo in testa di lavorare duramente in ottica 2027, per garantirsi un bottino di punti maggiore in Coppa del Mondo, forte di una costanza di rendimento che non gli è mai mancata.

Se in inverno lo avevamo lasciato alla ricerca di stabilità e della sua giusta dimensione, in questa estate abbiamo ritrovato un atleta consapevole e maturo. Al futuro ci pensa, certo, ma senza ossessioni. Filippo vive il presente e se lo gode. E forse, è una cosa che dovremmo imparare a fare un po’ tutti.