Mirko Celestino, commissario tecnico Xc e Marathon, ci ha raccontato la situazione della “sua” nazionale, analizzando risultati e progressi dopo questi primi due mesi di gare. Celestino in questi giorni si trova a Massa Marittima, in Toscana, per un breve ritiro di tre giorni con sei atlete Under 23. Una buona occasione di crescita e confronto per le azzurre.
«Questi mini-raduni sono essenziali per conoscere meglio gli atleti in vista delle numerose ed importanti trasferte che ci aspettano quest’estate. Già la scorsa settimana, dopo la gara a Monte Tamaro, ci eravamo trovati con ben dodici ragazzi della categoria juniores all’Isola d’Elba. Più precisamente a Capoliveri, dove lo scorso weekend è andata in scena la seconda tappa degli Internazionali d’Italia Series».
Cosa curate di più in queste giornate?
«Avendo spesso pochi giorni a disposizione, cerchiamo di concentrarci su tutti quegli aspetti che spesso vengono trascurati. Ad esempio in questi ritiri, oltre ad allenamenti mirati alla tecnica in bici, lavoriamo molto sull’equilibrio e la propriocezione, alternando in palestra sessioni di pesistica leggera e core stability. Spesso gli atleti, soprattutto i più giovani, vogliono solo far fatica con lavori specifici, trascurando l’importanza di una buona base fisica necessaria per affrontare al meglio un salto, un drop o una sponda».
Qual è il consiglio che dai più spesso ai tuoi ragazzi in queste occasioni?
«Non preoccuparsi solo della performance, ma anche della tecnica: è quest’ultima che fa la differenza. A certi livelli gli atleti sono praticamente sullo stesso livello in salita, è la capacità di guida a distinguere un buon corridore da un campione. Ci vogliono pazienza e dedizione. Al giorno d’oggi il tutto è amplificato ancor di più da percorsi sempre più difficili, in cui è facile sbagliare. Anche io a mio tempo ci sono passato: nei primi due anni da biker, venendo dal professionismo su strada, ero fortissimo in salita ma facevo molta fatica nei single track più impervi per colpa delle scarse capacità tecniche e della poca cura della parte alta del corpo. Ricordo la gara di Nalles, la più tecnica di allora in calendario, dove addirittura scesi a piedi in discesa perdendo minuti su minuti».
Abbiamo visto gli ottimi risultati ottenuti in questo inizio di stagione, ed in particolare nel recente fine settimana di Pasqua, in tutte le categorie, frutto di un lavoro dietro le quinte che dura ormai da anni.
«La gara di Capoliveri rappresenta da sempre un buon banco di prova. Con gli juniores l’avevamo preparata bene, studiando il percorso nei minimi particolari. Mi hanno stupito Diego Milan ed Elisa Lanfranchi, due ragazzi al primo anno, arrivati primo e terza nelle rispettive prove. Sfortunati invece Gabriel Borre, vittima di una foratura, e Valentina Corvi, rallentata da qualche problemino di salute».

Nelle gare clou sono stati gli elvetici a dettare legge. Come giudichi la prova degli azzurri?
«Si sono ben difesi, non lasciandosi intimorire dai nomi più titolati, come quelli della giovane promettente Nicole Koller e del dieci volte campione del mondo Nino Schurter. Martina Berta, dopo l’infortunio di un anno fa, ha cambiato passo ed anche in queste prime gare sta ottenendo ottimi risultati, come dimostra il secondo posto alle spalle proprio della svizzera Koller. Anche Giada Specia, al debutto tra le elite, sta andando alla grande e sono convinto che questa terza posizione a Capoliveri rappresenti un trampolino di lancio per le prossime gare. Anche in ambito maschile abbiamo ben figurato, con Simone Avondetto e Nadir Colledani piazzati al terzo e quarto posto alle spalle di Nino e del francese Titouan Carod. Peccato per Luca Braidot, colpito nelle ultime settimane da una brutta influenza e costretto al ritiro dopo pochi giri: la stagione è ancora lunga ed avrà modo di rifarsi».
Prossimi appuntamenti?
«Ci aspetta un periodo abbastanza tranquillo con la nazionale cross country. Faremo, tra una gara e l’altra, qualche altro breve ritiro con Under 23 ed elite. Lasceremo invece sereni i più giovani, ancora impegnati con la scuola. Più indaffarata, invece, sarà la nazionale Marathon. I ragazzi, seguiti dal mio collaboratore Andrea Tiberi, si stanno preparando per la prima prova della “rinata” Coppa del Mondo che si terrà il 13 maggio a Nove Mesto, in Repubblica Ceca. Sarà un’ottima occasione per verificare la condizione degli atleti, che hanno già dimostrato di essere molto competitivi in questo avvio di stagione e vogliono ben figurare a Finale Ligure, dove ad inizio giugno si terrà la seconda prova di Coppa. In questi giorni, inoltre, stiamo organizzando un maxi-raduno, pianificato per luglio e dedicato a tutte le discipline presenti al mondiale di Glasgow di agosto. Mancano ancora mesi, ma non vogliamo farci trovare impreparati. L’organizzazione è tutto».













