Ci sono giorni in cui vale la pena sentire il dolore, la fatica, il sudore. Giorni come quello a Val di Sole, in cui Martina Berta si è guadagnata la scena e la gloria. L’italiana della Santa Cruz chiude al 2° posto (+0.52) dopo una lotta alla pari con Pauline Ferrand-Prévot, campionessa di tutto. Martina ha tenuto testa alla francese l’intera la gara, trovando anche il modo attaccare, di stringere i denti e di rilanciare l’azione. Conta pochissimo la caduta con sosta nel finale dell’atleta francese (la sua bella maglia arcobaleno in una maschera di fango), che di certo ha facilitato lo sprint finale della Berta verso il piazzamento storico. Per lei, per l’Italia. Infatti mai un podio in Coppa del Mondo tra le elite era stato conquistato da Berta. E diciamolo: Val di Sole conta di più. E’ stata la migliore gara della sua carriera. Quasi senza storia i cinque giri di Puck Pieterse (Alpecin-Deceuninck), in testa dall’inizio alla fine. L’olandese chiude in 1h19’49”, sempre più leader in Coppa del Mondo. Terza la neozelandese Rebecca Henderson (Primaflor) all’arrivo in +1.00.
Gara perfetta di Berta, che ha saputo controllare la situazione. Un inizio come sempre veloce. Poi il faccia a faccia con la Ferrand-Prévot. La francese è riuscita ha provato, al terzo lap, a lasciare lì Martina. Invece niente. Brava l’italiana, 25 anni, a restare in scia. Da lì il duello tra le due atleta non si è mai fermato. Finché la francese, 31 anni, è andata faccia a terra dovendo verificare anche le condizioni della sua bici. Berta è andata via e ha gestito la situazione fino in fondo. Brividi & speranze a pochi metri dalla fine, quando la Pieterse ha dovuto appoggiare il piede a terra, piantata nel terreno. Martina era troppo lontana (oltre un minuti il discatto) per poter raggiungere anche la magnifica olandese. L’azzurra aveva vinto nella categoria under, le mancava un piazzamento importante tra le grandi. E’ arrivato proprio nella gara di casa. Un sogno, non svegliateci.














