MONDIALI 2023 / Roodhooft: «Van der Poel non tocca la sua mtb da Livigno, 14 mesi fa»

È la mtb la bici che Mathieu van Der Poel preferisce in assoluto (Foto. Bartosz Wolinski www.wolisphoto.com)
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Mathieu van der Poel ha una possibilità di diventare il primo ciclista in assoluto a vincere i mondiali di ciclismo su strada, nel ciclocross e in mountain bike nello stesso anno. Non sarà per niente facile, dal momento che sabato 12 nella gara di XCO l’olandese partirà dal fondo della griglia. Lo stesso van der Poel ha detto che non è un obiettivo (ma un sogno sì, dichiarato da tempo), «voglio qualificarmi per Parigi, ecco perché correrò sabato», ha detto con la maglia arcobaleno della strada addosso.

Adesso ne parla anche Christoph Roodhooft, il 49enne manager del fenomeno olandese e dell’Alpecin-Deceuninck. «Se Mathieu vuole diventare campione del mondo in mountain bike, dovrà trovare un percorso adatto a lui». Parlando con il quotidiano belga Het Nieuwsblad, Roodhooft ha aggiunto che sarà molto difficile per Matje, come lo chiama lui, vincere il titolo sabato. «È passato troppo tempo dall’ultima volta che è stato sulla sua mountain bike. Ho fatto i conti, è stato quattordici mesi fa, a Livigno. Da allora non si è nemmeno seduto sulla sua mountain bike per un allenamento. Certo sabato potrà mettere in campo la sua tecnica, e il modo in cui si è preparato per la corsa in linea, con tutte quelle salite brevi, lo aiuterà anche sabato. Ma temo che sarà troppo teso sulla sua bici per competere davvero per il titolo».

Il padre di van der Poel, Adrie, da tempo spinge perché Mathieu lasci perdere almeno la mtb, colpevole secondo lui di averlo costretto a lunghi stop per i dolori alla schiena dopo la brutta caduta di Tokyo. Roodhooft da parte sua è convinto che la mountain bike stia diventando una disciplina sempre più specialistica. E dice che non è necessariamente uno sviluppo che avvantaggia Mathieu. «Anche i watt per chilo giocano un ruolo sempre più importante nella mtb. Se c’è molta salita da fare, un tipo come Pidcock è avvantaggiato. Se Mathieu vorrà mai diventare campione del mondo, dovrà trovare un percorso che gli si addica davvero».

Ma Roodhooft sa anche che è soprattutto l’oro ai Giochi Olimpici di Parigi ad avere la massima priorità nella testa del suo ragazzo d’oro. «Lo ha sognato per molto tempo. Ed era questo il piano anche per i Giochi di Rio nel 2016». Domenica, dopo aver tagliato il traguardo del mondiale in linea, Mvdp ha detto che il cerchio della sua carriera era «quasi completato». In quel quasi c’è molta mtb.