MONDIALI 2023 / Team Relay, Celestino: «Siamo delusi, stavolta ci è mancato qualcosa»

Andreas Vittone ha chiuso all'ottavo posto la gara di Mont-Sainte-Anne
Tempo di lettura: 3 minuti

«La mia faccia dice tutto», esordisce così il ct Mirko Celestino dopo il quinto posto degli azzurri nella Team Relay. «Da un po’ di anni andavamo a podio, un po’ di delusione c’è. Siamo partiti con una squadra e una mentalità vincente. È andata così, ci siamo dovuti accontentare di un quinto posto. Un pochino di sfortuna in partenza c’è stata con Vittone, ma devo essere onesto, la nostra squadra non ha girato proprio bene come pensavo. Medaglia agli altri, meritata. Invece di Martina Berta abbiamo schierato Giada Specia, ma questo non ha influenzato il morale della squadra. Abbiamo deciso insieme a Martina di provare a giocarci una medaglia nello short track. Ma anche l’ordine di partenza non avrebbe cambiato niente: se girano tutti forte porti a casa il risultato, a noi è mancato qualcosa».

Primo staffettista era Andreas Vittone, che non sa se fa più male la caduta o il podio mancato. «Se avessimo raggiunto il podio non si sarebbe parlato molto della caduta. Siamo partiti veramente fortissimo e ci sono delle curve abbastanza impegnative e viscide; dalla caduta sono partito ultimo e al cambio avevamo solo 40” rispetto ai 2’ dell’arrivo, quindi penso che la caduta non abbia influenzato tanto sulla medaglia. Ovviamente con i se e con i ma non si scrive la storia, quindi magari la staffetta sarebbe andata in modo diverso.

«È chiaro che mi dispiace per i compagni – aggiunge Vittone – fosse solo la mia gara chiaramente sarei dispiaciuto solo per me, ma considerando che c’erano altre 5 persone che correvano con me mi dispiace per loro, ma sono cose che succedono. Ora testa alla prova individuale. Sono tornato ai mondiali dopo due anni, dopo l’infortunio dell’anno scorso, in Coppa quest’anno ho dimostrato di essere uno dei più forti quindi se le gambe girano posso ottenere qualcosa di importante, e lo stesso vale anche per i miei compagni di nazionale, in ogni categoria abbiamo qualcuno che può giocarsi un podio».

Vittone ha ceduto il giro a Elian Paccagnella: «Sono partito bene e ho cercato di fare un ottimo tempo sul giro, cercando di mantenere la calma nella prima parte del percorso per poi dare il massimo nella seconda parte rimanendo concentrato per evitare di commettere errori in discesa e compromettere la gara. Sono contento del mio tempo sul giro, e tutti noi staffettisti abbiamo dato il massimo. Purtroppo c’è stata una caduta all’inizio ma abbiamo dato il massimo».

Valentina Corvi è stata la quarta a partire (foto: Federciclismo)

Giada Specia era la terza a partire: «La staffeftta è una gara a cui teniamo molto, abbiamo sicuramente dato tutti il massimo. La medaglia era difficile da ottenere oggi però ci siamo impegnati al meglio delle nostre possibilità. La Svizzera si merita la maglia, e la gara è stata un buon test per noi per provare il percorso in modalità gara, quindi gli occhi sono puntati a sabato».

Valentina Corvi ha preso il testimone da Giada: «La gara è stata veramente dura, non è stata una partenza semplice per la nostra staffetta. Io avevo una frazione con atlete più grandi, ho cercato di stringere i denti fare il meglio che riuscivo e cercare di perdere il meno possibile. Sono contenta della mia gara, ho dato il massimo e abbiamo dato tutti il meglio quindi siamo comunque felici».

Da Valentina a Sara Cortinovis: «In una staffetta tutto può succedere, quindi nonostante la partenza in ritardo ci ho creduto fino alla fine. Ho cercato di guadagnare il massimo o almeno non perdere posizioni. Siamo finiti quinti ma siamo comunque contenti. Il percorso ha messo in difficoltà soprattutto noi ragazze all’inizio, avendo salti grossi e imponenti, ma dopo averlo provato nei giorni scorsi abbiamo preso confidenza ed è diventato divertente».

Luca Braidot è stato l’ultimo staffettista, mentre davanti Nino Schurter e Jordan Sarrou si sfidavano per le prime due medaglie: «Siamo partiti con una squadra competitiva ma purtroppo siamo stati sfortunati nella prima frazione, noi abbiamo fatto il possibile, sono cose che succedono e ci riproveremo l’anno prossimo. Sabato ci sarà la prova individuale che sarà l’obiettivo principale di quest’anno. Mi sento molto bene e sono pronto a dare il massimo». Domani infatti Luca non correrà lo Short Track, al contrario del suo gemello Daniele.