
La possibilità che l’Olanda si qualifichi ai Giochi di Parigi nella Mtb attraverso la normale qualificazione olimpica è praticamente inesistente. I primi diciannove paesi si qualificano tramite la classifica olimpica, che chiude il 26 maggio 2024. I paesi che non rientrano in questo range possono comunque qualificarsi per i Giochi attraverso un’altra, strettissima porta.
Questo mondiale di mountain bike è importante anche per questo. Sia tra gli uomini Elite che tra gli U23, i primi due paesi che non sono tra quei diciannove paesi della classifica olimpica avranno comunque un posto per Parigi.
E qui c’è la sorpresa del giorno: Tom Schellekens ha appena regalato all’Olanda un quinto posto nella XCO Under 23, che in realtà il primo posto in chiave olimpica perché tutti quelli che sono arrivati davanti a lui fanno parte della top-19 della classifica, ed probabile che rimarrà così.
La Repubblica Ceca era al diciannovesimo posto prima del mondiale, con oltre 550 punti di vantaggio sul ventesimo paese, Israele. Fino a questa settimana, l’Olanda era ventottesima, a più di mille punti dai cechi. Schellekens ha corso insomma per Mathieu van der Poel, che è quasi sicuramente qualificato per i Giochi senza neanche avere corso.
Ovviamente non ci sono ufficialità, perché il posizionamento dell’Olanda sarà definitivo solo dopo il 26 maggio 2024. Se ci dovessero essere cambiamenti tra i paesi che sono attualmente tra i primi 19 posti e gli altri, questo ovviamente potrebbe avere conseguenze per i Paesi Bassi.
Un altro vantaggio certo per chi sta dietro arriva dalla Francia, che in qualità di paese ospitante ha un posto sicuro per la gara di mountain bike. Poiché attualmente i francesi sono al secondo posto nella classifica olimpica, il posto del paese ospitante verrà spostato al paese successivo che non si è ancora qualificato alla fine di maggio. In questo momento quel posto spetterebbe a Israele.
Per essere tranquillo, nella gara di XCO di domani Mathieu van der Poel dovrebbe prestare particolare attenzione al lettone Martins Blums e all’israeliano Gil Ly Gonen, che partono rispettivamente in seconda e in quarta fila.













