Che la terza tappa de “La Leyenda de Tartessos” fosse molto veloce si sapeva visti i soli 700 metri di dislivello lungo i 70 chilometri del percorso, ma un arrivo allo sprint non era comunque certo, anzi. La tappa di ieri è stata una delle poche che in una gara a tappe marathon finiscono con uno sprint di un folto gruppo di corridori (circa dodici) ed a spuntarla è stato ancora Jose Dias.
Il portoghese ha bissato il successo della seconda tappa dimostrandosi nuovamente come il più veloce del gruppo dei più forti. Nonostante questo ci sono voluti un paio di minuti perché i giudici di gara decretassero l’ordine di arrivo al fotofinish. Dietro di lui sul podio sono arrivati Miguel Munoz Moreno e Aleksei Medvedev. Quinto Nicolas Samparisi, migliore degli italiani, con Tiago Ferreira che è invece arrivato solo decimo dopo aver provato per gran parte del giorno a creare selezione. La maglia di leader l’ha così mantenuta Medvedev che potrebbe vincere la classifica generale della gara al debutto con la nuova squadra: la DMT Racing Team by A.S.D. Marconi Project’s. Tutto dipenderà dalla quarta tappa, sulla carta molto veloce, in cui tutti i corridori avranno l’ultima chance per tornare a casa soddisfatti.
Tra gli italiani bene anche Gianantonio Mazzola, arrivato nono, e Peter Menghetti, arrivato dodicesimo, entrambi arrivati con il gruppetto di testa. Più dietro sono arrivati gli altri: Jakob Dorigoni 16°, Diego Rosa 17°, Riccardo Chiarini 24°, Lorenzo Samparisi 27°, Luca Rosa 30° e Mattia Toccafondi 36°.
Per quanto riguarda la classifica generale solo Nicolas Samparisi è nella top 10, precisamente al sesto posto con poco meno di 5 minuti di ritardo. A lottare per la prima posizione dovrebbero essere, a meno di clamorosi colpi di scena, solo in quattro: Aleksei Medvedev (primo con un tempo complessivo di 8 ore, 3 minuti e 54 secondi), Pablo Rodriguez (con un ritardo di 30 secondi esatti), Miguel Munoz Moreno (con un ritardo di 1 minuto e 10 secondi dal leader) e Jose Dias (distante 1 minuto e 21 secondi dalla testa della classifica).
Uno scenario di gara simile c’è stato anche nella gara femminile in cui un gruppetto di quattro atlete è arrivato da solo allo sprint. A vincere è stata ancora Rosa van Doorn come nella seconda tappa, l’olandese si è dimostrata più veloce di Monica Calderon, arrivata seconda, e di Tessa Kortekaas, arrivata terza. Quarta è arrivata Meritxell Figueras, anche lei atleta della Cannondale ISB come Monica e Tessa. Nonostante la loro netta superiorità numerica Rosa è riuscita a batterle prendendosi un ulteriore piccola rivincita dopo la prima tappa. A combattere per la classifica generale infatti dovrebbero essere solo Monica Calderon (con un tempo complessivo di 9 ore, 46 minuti e 24 secondi fino ad adesso) e Tessa Kortekaas (distaccata di 1 minuto e 26 secondi). Rosa è la terza in classifica generale ma con un ritardo di 7 minuti e 4 secondi, decisamente troppi per pensare di rimontare, almeno sulla carta.
L’ultima tappa si correrà su un percorso lungo 36 chilometri con un dislivello positivo di 500 metri, alla conclusione sapremo chi sarà riuscito a succedere rispettivamente a Jofre Cullel tra gli uomini e a Janina Wust tra le donne.














