Ammortizzatore nascosto: pro e contro

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È costantemente argomento di dibattito quando si parla di ammortizzatore nascosto tra le tubazioni o all’interno del telaio. Tra chi si schiera a favore di questa soluzione e chi si scaglia contro, vediamo di analizzare obiettivamente quali sono i pro e i contro.

I CONTRO

Iniziando dai “contro” dobbiamo ammettere che è indiscutibile il difficoltoso accesso alle regolazioni. Se nei telai con ammortizzatore esterno è possibile modificarne la taratura semplicemente scendendo dalla mountain bike e agire sui vari manettini, con un ammortizzatore nascosto bisogna rimuovere prima il guscio in plastica protettivo e sperare di raggiungere i manettini senza dover utilizzare alcun utensile per agire nella regolazione. Certo, tendenzialmente l’ammortizzatore non si regola troppo frequentemente, ma può capitare qualora si affronti un nuovo trail.

Non meno importante è il fattore temperatura. Chi ha mai toccato un ammortizzatore alla fine di una discesa sa di cosa stiamo parlando: gli ammortizzatori si scaldano anche molto. Di certo la totale integrazione non avvantaggia il raffreddamento degli stessi che, soprattutto se di bassa qualità, rischiano di compromettere le proprie prestazioni. Il calore fa dilatare l’aria facendoli diventare più rigidi o in altri casi la temperatura cambia le proprietà dell’olio rendendo inefficiente l’idraulica sia in compressione che in estensione.

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Anche la compatibilità con altri modelli dev’essere sempre verificata. Gli spazi ristretti all’interno del telaio spesso non permettono di alloggiare ammortizzatori a molla o altri modelli con un piggy-back molto accentuato. Non solo, anche il posizionamento dei registri delle regolazioni è di fondamentale importanza visto che l’alloggio prevede spesso un solo oblò d’accesso.

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I PRO

Un ammortizzatore inserito all’interno del telaio è indiscutibilmente più protetto rispetto ad uno esterno. Protetto dal fango, dalla pioggia e dalla polvere. Per questo motivo gli ammortizzatori integrati si rovinano meno rispetto agli ammortizzatori esterni, gli o-ring durano di più, i paraoli e parapolvere rimangono puliti garantendo longevità e funzionalità.

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Quasi sempre le case produttrici di telai con queste proprietà integrano il comando di blocco-sblocco dell’ammortizzatore portandolo direttamente sul manubrio, proprio perché l’accesso sarebbe impossibile altrimenti. Questo rende molto più efficiente la variazione del setup ai fini delle performance, permettendo di adattare l’ammortizzatore alla situazione del trail in maniera molto veloce, portando vantaggi non solo in ambito racing ma anche durante le pedalate di tutti i giorni.

Esteticamente l’ammortizzatore integrato dona alla mountain bike un aspetto veramente molto pulito e armonico. Niente cavi esterni, niente molle in vista, niente colori talvolta poco armoniosi con la scelta cromatica del telaio. Gli amanti dell’estetica curata, pulita, senza troppi particolari in vista trovano in questa soluzione il cavallo di battaglia vincente.