Olimpiadi, Celestino molto fiducioso: «Andiamo in Francia per portare a casa una medaglia»

Celestino
Mirko Celestino, ct della nazionale di MTB italiana
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Il commissario tecnico della nazionale italiana di MTB, Mirko Celestino, crede molto nel suo gruppo e nel fatto che possano tornare da Parigi soddisfatti e non a mani vuote. Stamattina sono stati ufficializzati i quattro bikers che lo seguiranno in Francia, anche se i nomi già giravano da tempo.

«L’avvicinamento all’appuntamento olimpico è stato molto impegnativo, soprattutto da parte dei ragazzi. Parecchie sono state anche le gare di Coppa del Mondo ed è soprattutto da lì che sono uscite le mie decisioni. Ci sono stati alcuni atleti che fino alla fine mi hanno fatto vacillare sulla chiamata. Ad esempio Greta Seiwald è stata molto costante e Yuri Zanotti è un ragazzo giovane che si è saputo mettere molto in evidenza quest’anno. Ma alla fine a Parigi potevo portare solo quattro ragazzi e mi basato soprattutto sui risultati».

Simone Avondetto e Luca Braidot sono le tue scelte tra gli uomini.

«Simone è il campione europeo in carica e nel corso di tutto l’anno ha fatto registrare ottimi risultati e tempi nelle gare di Coppa del Mondo. Luca, invece, ha fatto una stagione molto intelligente. Partita abbastanza lenta, tanto che qualcuno ha iniziato anche a dubitare di lui, ma tutto stava andando secondo i suoi piani. A Val di Sole ha iniziato a far vedere che c’è anche lui con un quarto posto, confermato pochi giorni dopo a Crans Montana con un bellissimo podio raggiunto battendo Schurter in volata».

Braidot
Quarto posto e grande prestazione per il Campione Italiano Luca Braidot a Val di Sole (Credits: Daniele Molineris)

Martina Berta e Chiara Teocchi, per le donne, completano il quartetto olimpico.

«Penso che quest’anno abbiamo un gruppo di altissima qualità. Martina è ancora un attimo sulla rampa di lancio, perché i risultati non sono ancora dei migliori. Ma lei ci ha dimostrato negli anni precedenti che può stare anche sul gradino più alto del podio nelle prove di Coppa del Mondo. Proprio questo weekend sta correndo in Francia a Les Gets e speriamo possa arrivare una bella prestazione, così da arrivare a Parigi più motivati. Chiara è stata probabilmente l’ultima scelta, perché come dicevo anche Greta aveva fatto un ottima stagione. Ma i ragazzi sapevano bene da inizio stagione che c’erano dei criteri abbastanza rigidi, soprattutto nelle gare di Coppa del Mondo, e lei è l’atleta che meglio ha rispettato questo criteri. Si può dire che con il quarto posto in Brasile ha conquistato la mia fiducia».

Sembra essere esserci un doppio filo sulle convocazioni: Braidot e Berta, più esperti e forse sicuri del posto visti i punti portati, che hanno deciso per una partenza lenta. Mentre Teocchi e Avondetto, che invece sono partiti forte per guadagnarsi il posto e ora tirano il fiato in attesa del grande evento. Quale scelta si rivelerà migliore?

«Direi che il punto è proprio questo. Ci sono due atleti che sono partiti abbastanza col freno a mano tirato preparando un appuntamento ben preciso. Sicuramente Luca e Martina avevano già dimostrato tanto e serviva di più concentrarsi per arriveranno a Parigi ben preparati. Gli altri due si sono dovuti giocare sul campo le loro chance, ma sanno bene che questo non è un punto di arrivo».

Avondetto
Il piemontese Simone Avondetto, 24 anni, torna a vestire la maglia di campione europeo dopo 2 anni (Foto FCI)

Pidcock e Schuster per gli uomini, Ferrand-Prevot e Pieterse per le donne. Questi sono i nomi principali per la vittoria, con i padroni di casa Koretzky e Lecomte sullo sfondo. I nostri ragazzi posso giocarsi un podio?

«Tokyo ci ha insegnato che la gara olimpica può sempre rivelare qualche sorpresa. Anche quella di quest’anno è una gara veramente molto particolare e non bisogna mai sottovalutare il punto di vista emotivo. Per questo dico che, per quello che hanno dimostrato i nostri ragazzi Pidcock è fortissimo e Schurter immortale. Però noi andiamo a Parigi con la voglia e la determinazione di portare a casa una medaglia. Per le ragazze, come visto tre anni fa, il banco può saltare da un momento all’altro. Anche qui sono fiducioso e penso che un posto nelle prime cinque è alla nostra portata. Sarà cruciare riuscire a tenere i nervi saldi e l’ambiente tranquillo. Questo è ovviamente un mio compito e farò di tutto perché i ragazzi possa vivere la giornata sereni e concentrati solo sulla corsa».