Celestino ci racconta come vivranno i nostri azzurri la settimana di avvicinamento alla prova olimpica

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Foto di rito con tutti i commissari tecnici della nazionale italiana di ciclismo
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L’Olimpiade è una manifestazione lunga come durata complessiva, ma breve per quanto riguarda lo svolgimento della singola prova. Soprattutto per la MTB che corre già nei primi giorni l’avvicinamento è più breve, ma non per questo meno intenso. Abbiamo infatti chiesto al ct della nazionale, Mirko Celestino, di raccontarci quella che sarà lagiornata tipo dei quattro ragazzi (Luca Braidot, Simone Avondetto, Martina Berta e Chiara Teocchi) che martedì partiranno per la Francia.

Per tre dei quattro atleti azzurri si tratterà dell’esordio olimpico. Solo Luca Braidot ha infatti già assaporato l’atmosfera di un Olimpiade (a Rio 2016 e Tokyo 2020). Sarà quindi ancora più importante avere un avvicinamento ben programmato e pensato, in modo da mettere il più possibile a proprio agio anche i meno abituati a certi palcoscenici. «Tranquillità e divertimento»: è questo lo slogan che Celestino vuole instaurare nella testa dei suoi ragazzi.

Luca Braidot è il faro della nostra nazionale di MTB da ormai diversi anni (Foto: Santa Cruz RockShox)

L’appuntamento per tutti è martedì 23 luglio a Milano, dove in mattinata il gruppo azzurro prenderà l’aereo porterà la spedizione italiana in Francia. Scaricati i bagagli e preso possesso delle camere Celestino parlerà singolarmente con ogni ragazzo e insieme metteranno giù un programma della settimana personalizzato. L’ex bikers azzurro, infatti, non vuole forzare una tabella di marcia unica, ma preferisce che ogni atleta segua quelle che sono le proprie abitudini e preferenze.

Ovviamente sono previsti anche degli allenamenti di gruppo, soprattutto in quei giorni nei quali l’organizzazione apre il circuito agli atleti: «Mercoledì 24, giovedì 25 e forse anche venerdì 26 potremmo girare sul percorso. Le prove hanno orari specifici e sono divise per uomini e donne. Anche per questo motivo con noi ci sarà Nicola Casadei che sarà la mia guida sul percorso e mi aiuterà nel valutare tutti gli aspetti tecnici. Il percorso lo conosciamo perché ci siamo già stati lo scorso anno e a giugno. Però ci sono ancora una serie di valutazioni da fare», ha precisato Celestino.

Avondetto
Simone Avondetto in azione a Nove Mesto con la maglia di campione europeo di XCO

A differenza di gran parte degli sport, gli atleti e gli staff delle nazionali di mountain bike non si troveranno all’interno del villaggio olimpico, ma a Élancourt. Comune francese di circa 28 mila abitanti situato nel dipartimento di Yvelines, situato 38 km a sud-overst di Parigi. Si tratta di un sito esclusivo per gli atleti delle ruote grasse, con tutte le delegazioni racchiuse in uno/due alberghi. Questa particolarità è da una parte un vantaggio per gli atleti che avranno meno distrazioni e sentiranno meno la pressione che si ha quando si sta nel villaggio. Dall’altra parte, però, si perde un po’ quella che è l’atmosfera e la magia tipica della manifestazione a cinque cerchi.

Mirko ci ha anche rivelato come potrebbe essere una giornata tipo dei nostri portabandiera: «La mattina sveglia alle 7.30 per fare colazione alle 8.00. Dopo si uscirà sicuramente in bicicletta. Il percorso, però, avrà orari di apertura simili a quelli della gara (le prove partiranno entrambe alle 14.10, ndr). Quindi dovremo fare sicuramente le prime pedalate nei dintorni e, solo una volta che si potrà accedere, allora pedaleremo anche sul tracciato olimpico. Poi pranzo e il pomeriggio i ragazzi avranno del tempo nel quale riposare, sottoporsi ai trattamenti necessari e svuotare la testa. Cena alle 19.30. Mentre la sera si faranno due chiacchiere e magari una passeggiata prima di andare tutti a letto presto: 21.30/22.00 massimo. Il giorno successivo la sveglia è sempre presto e bisogna recuperare le energie».

Berta
Martina Berta in azione con la maglia dell’Italia (foto presa dal profilo Facebook dell’atleta)

Fanno ovviamente eccezione a questa scaletta il giorno prima e quello della gara. Sanato 27 per le donne e domenica 28 gli uomini saranno il giorno della “meditazione”, le 24 ore nelle quali la mente partirà per viaggi immensi e pensieri scomodi. Ed è proprio lì che, secondo Celestino, sta la bravura di un commissario tecnico. Nel lasciar riposare gli atleti, ma allo stesso tempo nel riuscire a distrarli e a non farli pensare troppo alla gara.

Diversa invece è la mattinata che precederà la gara. Lì la concentrazione sull’obiettivo dovrà essere massima: «L’orario della gara è molto scomodo anche perché solitamente si mangia 3 ore prima della corsa, ma essendo alle 14.10 dovranno scegliere. O fare un veloce colazione la mattina presto, uscire per una breve sgambata e poi pranzare già alle 10.30/11.00. Oppure prendersela un pochino più comoda, stare un po’ di più a letto, o comunque in camera, e fare poi un colazione abbondante. Quella sarà una scelta a totale discrezione dell’atleta».