100 millimetri, 120, 150,180 eccetera eccetera eccetera. Le opzioni, quando si parla di escursioni delle sospensioni e conseguentemente di tipologie di biciclette sono tante. Come capire, al momento dell’acquisto di una nuova bici (magari tra le prime), qual è davvero quella della categoria giusta (tralasciando, stavolta, altri discorsi qualitativi ed estetici) per noi?
Difficile dare una risposta univoca. Nelle prossime righe però cercheremo di approfondire la questione, sperando di semplificare un po’ le cose a voi biker.
Escursione delle sospensioni, primo criterio: l’utilizzo
Il primo criterio da considerare è certamente il tipo di utilizzo. Se parliamo di prime avventure ciclistiche o, anche se si è esperti, ma ci si muove spesso su percorsi scorrevoli, orientati magari molto alla salita, allora la scelta è semplice: la categoria giusta è quella del Cross Country.
Le escursioni di riferimento sono quindi 100-120 millimetri, con opzioni di telaio Hardtail o Full Suspended (quindi biammortizzati). Non avrebbe senso optare per modelli con tanta escursione, che porterebbero solo ad un aggravio di peso non indifferente, comunque non sfruttabile (essendo non-necessario) su terreni così semplici.

Stesso discorso, per chi ama la sola discesa, la categoria di riferimento è solo una: il Downhill
Secondo criterio: la velocità
E fin qui, tutto chiaro, semplice, limpido. Le difficoltà nella scelta arrivano nell’epicentro dei vari cataloghi, dove il salto in termini di escursioni, travel e millimetri si fa sottile. Ed è così che, per chi fosse in difficoltà nella scelta, introduciamo il secondo discrimine, quello realmente selezionatore: parliamo della velocità.
Più bici, di categorie “vicine” (pensiamo magari all’All-Mountain e l’Enduro), possono affrontare infatti sentieri simili; la vera differenza la fa la velocità con cui si affrontano, in salita e in discesa. Bisogna dunque capire quale sia il terreno che si vuol privilegiare. Ovviamente, presupponendo che (a parità di caratteristiche) più escursione significhi più velocità in discesa, e che meno significhi più pedalabilità in salita (così è sul piano teorico, ma non sempre sul pratico).
Insomma, ciò che è certo è che trovare la bici “universale” sia impossibile, e la scelta, dunque, comprensibilmente complessa. Questa deve basarsi su un punto di equilibrio. Nessuna misura è giusta in assoluto: alla fine, come sempre, è solo l’esperienza a dare le risposte più certe.












