Martello analizza la caduta di Van der Poel: «Ha sottovalutato l’Olimpiade. Solo lui è caduto in quel punto, ha ragione l’Uci»

Enrico Martello, responsabile tecnico del Settore Off-Road della Federazione Ciclistica Italiana (foto: Internazionali d'Italia Series Content Pool)
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Enrico Martello – Tecnico Federale del Settore Off-Road FCI e trail builder consulente degli Internazionali d’Italia Series, su quimtbmagazine analizza a fondo il fatto del giorno: la clamorosa caduta di Van der Poel, favorito numero uno per l’Oro, uscito di scena dopo appena otto minuti di gara. Per colpa di chi? Degli organizzatori, sua, del suo team? Scopriamolo con la voce autorevole di Enrico Martello.

Enrico Martello, oggi abbiamo assistito a qualcosa di incredibile e inatteso. Dove ha sbagliato Van der Poel?

«Due errori: il primo al 90% di Van der Poel per un errore tecnico e di valutazione e il secondo del suo team che non si è informato dell’eventuale rimozione della passerella».

Due giorni prima, non era la tempistica giusta per notare tutti i particolari.

«Vedi che l’errore parte a monte. L’unico che è caduto è lui e poi un atleta come Van der Poel non deve pensare di fare la passerella».

Ha sottovalutato l’Olimpiade, presentandosi appena due giorni prima.

«Sì, non ti inventi niente in questo sport. O curi tutto al 100%, anche dal punto di vista tecnico e non improvvisi e poi è colpa sua, non della passerella. L’unico caduto è lui, ha sbagliato lui non gli altri».

Nei video dei giorni precedenti si notava che il Sakura Drop lo saltavano tutti. Lui voleva copiare il salto, ma oggi la pedana è stata rimossa.

«Quel salto lì, come altezza, era simile a quello disegnato da me per la La Thuile Mtb Race, abbastanza simile anche come lunghezza. A questi livelli qui, di performance estrema, non puoi inventarti niente. Non è che se ti chiami Mathieu Van der Poel, fai il Tour de France e poi vieni e vinci le Olimpiadi: o le prepari al 110% tecnicamente e fisicamente, allora il rischio di fare errori non viene annullato, ma abbassato. Se, invece, le Olimpiadi le prepari al 90% anche se sei un big, la paghi. Poi che la passerella sia stata tolta, va bene, perché si può anche togliere, ma l’errore è che l’organizzatore deve far provare il tracciato com’è in gara. Quello che non va bene è che la passerella nel test event del 2019 non c’era».

Van der Poel quindi per cosa deve recriminare?

«Van der Poel non ha sbagliato per colpa della passerella, ma perché non si è concentrato sull’Olimpiade. Se fossero caduti già in due-tre, uno si porrebbe anche la questione, ma è stato l’unico».

C’è un punto del regolamento esplicito sulla rimozione delle strutture o meno?

«No e per esperienza personale ti dico che ha ragione l’UCI. Se hanno fatto così è perché potevano e la prima regola dei corridori è che devono conoscere il percorso, cosa che Van der Poel non ha studiato nei minimi dettagli».