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Broekhuizen: «Van der Poel e Pieterse potrebbero correre sia la prova XCO, che su strada a Los Angeles 2028»

Van Der Poel
Mathieu van Der Poel alle Olimpiadi di Tokyo 2020 (ultima sua apparizione olimpica in mtb)
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Con la pubblicazione del calendario ufficiale delle Olimpiadi di Los Angeles 2028, si è subito notato come per gli atleti multidisciplinari diventi possibile disputare sia la prova di mountain bike, che su strada. Le gare di cross country olimpico, infatti, si terranno il 17 e 18 luglio 2028, mentre le prove su strada sono in programma dal 22 al 23 luglio.

Per le atlete ci saranno tre giorni di recupero tra i due appuntamenti, mentre gli uomini potranno contare su un intervallo di cinque giorni. Un margine considerato più che sufficiente per campioni del calibro di Mathieu van Der Poel e Puck Pieterse, entrambi abituati a sforzi ravvicinati.

A confermare l’impressione avuta da tutti appena visto il calendario è addirittura il direttore tecnico della Federazione ciclistica olandese, Wilbert Broekhuizen, intervistato da NOS: «Ci sono cinque giorni tra le gare di mountain bike e quelle su strada. Quindi è possibile per Puck e Mathieu provare a correre entrambe le competizioni. Questa è la nostra sensazione al momento».

Pieterse
Puck Pieterse in cerca della rimonta al podio dopo la foratura durante la gara olimpica a Elancourt (credit: UCI MTB)

Alle Olimpiadi di Parigi 2024, l’Olanda fece una scelta diversa, con Van Der Poel che preferì concentrarsi esclusivamente sulla gara su strada, rinunciando al cross country. Mentre Puck Pieterse vide sfumare il sogno della medaglia olimpico in XCO a causa di una foratura che la costrinse a chiudere in quarta posizione.

L’Olanda punta a essere la nazionale più preparata alle Olimpiadi 2028

Nonostante Los Angeles 2028 sia ancora lontana, la nazionale olandese ha già avviato un piano di preparazione dettagliato. A inizio ottobre oltre trenta allenatori e membri dello staff hanno effettuato un sopralluogo in California, studiando logistica, clima e fuso orario.

Broekhuizen ha evidenziato le criticità dello spostamento: «Il viaggio dura undici ore e c’è una differenza di fuso orario di nove ore. È parecchio. Se come atleta vuoi essere al massimo della forma per il grande giorno e questi sono aspetti che non si possono tralasciare».

Proprio per questo motivo la squadra ha individuato una base di preparazione a un’ora e mezza da Los Angeles, utile per acclimatarsi prima dell’ingresso nel Villaggio Olimpico, generalmente consentito solo cinque giorni prima della gara.