Negli ultimi mesi si è parlato con insistenza delle ruote da 32 pollici, anche grazie agli esperimenti presentati e poi testati, addirittura sui tracciati di Coppa del mondo. Le premesse farebbero dire in prima istanza che si tratta di un’innovazione che possa spingere ancora più in là i confini della mountain bike (e più in generale della bici) moderna. Ma è davvero così? Vediamo cosa dicono i produttori e i primi test.
Innanzitutto, l’idea di aumentare ulteriormente (dopo il 29”) il diametro delle ruote non è assolutamente nuova: da anni esiste addirittura un vero e proprio mercato, anche se di nicchia, di 36”. La differenza stavolta sta nel presentare questo cambiamento come “game changer”, per lo meno più che in passato.
Le prime idee arrivano infatti da grandi marchi: prima è stato presentato un prototipo Maxxis, poi una bici BMC “proto”, fino alla spettacolare hardtail presentata da Bike Ahead Composites e ai test di KTM. Come dicevamo, è presto per dire se assisteremo a una nuova rivoluzione, ma forse vale la pena chiedersi perché il settore stia guardando con così tanta curiosità a quello che reputeremmo un formato così estremo.

32 pollici: parliamo di che tipo di sensazioni offrano realmente su sentiero
Come accadde con il passaggio dalle 26” alle 27.5” fino alle 29”, anche in questo caso i potenziali vantaggi si giocano su due fronti: una maggiore trazione, dovuta alla superficie di contatto più ampia, e una migliore capacità di rotolamento. Due cose interconnesse: in teoria, una ruota più grande “scavalca” meglio gli ostacoli e in soldoni conserva più slancio, riducendo lo sforzo nel mantenere la velocità.
Ma la domanda chiave è la stessa di allora: quando una ruota diventa “troppo” grande? Oltre una certa soglia, infatti, i limiti geometrici e di maneggevolezza cominciano a farsi sentire, soprattutto per chi ha una corporatura più minuta.
Le prove sul campo mostrano che in realtà le differenze rispetto a una 29er non sono così radicali come ci si potrebbe aspettare guardando la bici da ferma. La posizione in sella resta simile, grazie a scelte mirate come un tubo sterzo corto, un attacco manubrio inclinato e maturi con rise negativo che mantengono di mantenere uno stack complessivo comparabile.

Tuttavia, la maggiore inerzia si avverte nei cambi di direzione rapidi, dove la 32” richiede più forza per spostarsi da un lato all’altro. Anche il peso complessivo, superiore di circa un chilo rispetto a una bici con configurazione tradizionale, contribuisce a questa sensazione di “solidità” generale.
Quand’è allora che si nota davvero la differenza?
In movimento, però, il comportamento cambia. Da quanto comunicato nei primi test, nelle accelerazioni e nei tratti tecnici la ruota più grande offre una trazione sorprendente: gli pneumatici sembrano incollarsi al terreno, permettendo di frenare più tardi e con maggiore controllo, anche con un battistrada minimale come quello del Maxxis Aspen 32”x2.4 molto spesso utilizzato in queste prime fasi. In discesa, la bici trasmette una sensazione di stabilità superiore, soprattutto sui fondi sconnessi e sulle radici, dove il rotolamento più fluido consente di mantenere facilmente la velocità.
Ci sono, ovviamente, anche i compromessi. Nei tratti molto ripidi o nei tornanti stretti la mole delle ruote diventa un limite, e la mancanza di agilità si fa sentire. Allo stesso modo, il maggiore diametro impone qualche difficoltà, dalla “logistica” del trasporto in auto, fino alla “commerciale” della compatibilità con telai e componenti esistenti (e non è ancora chiaro se i produttori saranno disposti a rinnovare le produzioni, per lo meno nel breve termine). Potrebbe essere interessante, però, anche per semplificare, magari partire con configurazioni mullet (che comunque richiedono qualche aggiustamento). Combinazioni con ruote da 32” davanti e 29” dietro.

Ma l’industria, giustamente, va cauta. Volendo aprire una grande parentesi finale, molto interessante potrebbe essere un discorso legato al Gravel. In questo ambito, dove la costanza di pedalata conta più del cambio di ritmo e direzione, una ruota più grande avrebbe a rigor di logica molto senso. Che ne pensate?















