Europei: a Novi Sad quattro medaglie per l’Italia, Mondiali mission possible

Braidot
Luca Braidot in testa alla corsa durante gli Europei di Novi Sad (foto: Mondini)
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Il duro lavoro ripaga sempre e dopo Tokyo, la grande delusione dei Giochi Olimpici, la nostra nazionale ha fatto vedere di che pasta è fatta. Ai campionati europei di mountain bike gli azzurri hanno fatto man bassa di medaglie, l’aria di Novi Sad, in Serbia, ha fatto bene ai nostri. Quella fame di risultati a cui spesso allude anche il commissario tecnico Mirko Celestino ha dato una marcia in più ai selezionati. Poco si può criticare onestamente a quella che è stata la rassegna di prove che assegnavano le maglie di campioni europei.

Ancora una volta è emerso un gruppo, coeso e determinato che ha mostrato di essere quello di sempre, confermando di essere la più forte quando si tratta di lavorare in squadra. Così nella prima gara la nazionale ha conquistato il primo oro. I sei elementi del team relay hanno riconquistato il titolo guadagnato lo scorso anno sul percorso di Monte Tamaro. I sei selezionati: Luca Braidot, Filippo Agostinacchio, Martina Berta, Sara Cortinovis, Marika Tovo e Juri Zanotti hanno dovuto fare i conti con nazionali altrettanto affamate che nella parte centrale di gare sembrava potessero determinare lo svolgimento.

Sono stati Marika Tovo e il pistolero Juri Zanotti a recuperare e affondare il colpo decisivo per la vittoria. Proprio l’atleta Ktm ha raccolto un’altra delle medaglie più pesanti di questa rassegna. La categoria under23 è una di quelle più combattute ed è anche la classe dei nostri più promettenti ragazzi: Zanotti, Avondetto e Vittone sono stati i tre moschettieri che hanno tenuto sin da subito la ruota dello svizzero Joel Roth. Colui che ha portato a casa la medaglia d’oro si è però dovuto scontrare con uno scatenato Zanotti, il campione italiano U23 in carica che è arrivato proprio in volata con Roth. Quella degli under è la nazionale dei sogni, quella di Avondetto (9° alla fine) che vince in coppa del mondo, quella di Zanotti che di prepotenza si conferma uno dei più forti al mondo e quella di Filippo Fontana che dopo un periodo difficile si fa trovare pronto (7° sul traguardo).

Nell’arena di Novi Sad però la regina del cross country eliminator è tornata a far risuonare il suo nome. La valdostana Gaia Tormena porta a casa la sua terza medaglia d’oro ai campionati europei. Campionessa del mondo in giovanissima età, vincitrice di coppa del mondo e tre europei, un’atleta matura e intelligente che non lascia scampo alle avversarie, la sua è una carriera tutta da scrivere.

Questa volta, a Novi Sad, nulla è andato storto, alle tre medaglie appena citate si aggiunge quella dell’atleta junior Sara Cortinovis, un’atleta che quest’anno ha già detto tanto anche sui campi di gara internazionali, Celestino conosce il potenziale dell’atleta bergamasca e questo argento potrebbe essere il lasciapassare per l’evento clou dell’anno, i mondiali in Val di Sole.

Il medagliere italiano è stato chiuso così con due ori e due argenti e quel sapore amaro in bocca dopo la prova maschile elite. Quella di Luca Braidot sembrava una medaglia scritta, impeccabile la sua gestione di gara proprio fino all’ultimo giro. Il friulano ha dimostrato che a Tokyo ha avuto una giornata “no”, ma sui suoi numeri si può fare affidamento. Lo avevamo visto davanti a Les Gets, e a Novi Sad, ha sempre tenuto Lars Forster a tiro, proprio fino all’ultimo giro quando si è messo davanti, come in Francia qualche settimana fa, come a Rio nel 2016, pronto a farci sognare, ma è stato in quel momento che forster ha dato l’accelerata finale, mentre Luca si scontrava con un drastico calo e ha chiuso in settima posizione.

Questa è la nazionale che ci meritiamo di vedere, questa è la nazionale su cui possiamo contare. Quella di Novi Sad è stata proprio la dimostrazione che le pedine a disposizione sono tante e tutte con grandi possibilità. Una valanga di risultati che in vista dei campionati del mondo in casa, in Val di Sole, della prossima settimana, servivano, per il morale, per il gruppo e per tutto il movimento nazionale, che ha bisogno di quelli che sono punti di riferimento mondiali.