
Nato dall’esperienza olandese di Marco Brunetti, questo dispositivo si integra nel movimento centrale rendendo la bicicletta inutilizzabile per i ladri. Lo abbiamo testato su una Coppi E-bike: ecco com’è andata.
La mobilità sostenibile non è più solo una tendenza, è una realtà consolidata. Sempre più persone scelgono la bicicletta per il commuting urbano, per il tempo libero o per sport. Tuttavia, chiunque abbia abbracciato lo stile di vita “green” si è scontrato almeno una volta con il “paradosso del ciclista”: la libertà di muoversi ovunque si scontra con la paura di parcheggiare.
Se luci, radar e caschi proteggono il ciclista durante la pedalata, chi protegge il mezzo dopo? Abbiamo incontrato Marco Brunetti, ideatore del sistema di sicurezza e fondatore della MLPB, che ci ha raccontato come la sua idea sia nata proprio osservando la mobilità nei Paesi Bassi: un luogo dove tutti pedalano, ma dove l’ansia del furto è una costante non appena si scende di sella. La risposta di Brunetti a questo problema non è un lucchetto più grosso, ma un approccio completamente diverso: bloccare la bici dall’interno.


MLPB: come funziona il “blocco invisibile”
L’antifurto della MLPB non è un accessorio esterno, ma un componente meccatronico integrato. Si tratta di un dispositivo che si integra al movimento centrale della bicicletta.
Il concetto è semplice quanto geniale: il sistema agisce come un deterrente fisico che, una volta attivato, blocca meccanicamente la rotazione delle pedivelle. Questo rende la bicicletta immediatamente inutilizzabile: non si può pedalare per la fuga e perde drasticamente valore commerciale per una rivendita immediata, poiché il sistema è blindato all’interno del telaio.
Le sue caratteristiche principali? Vediamole insieme.
● Invisibilità: essendo interno, non altera l’estetica della bici ed è protetto dagli attacchi esterni.
● Leggerezza: aggiunge solamente 90 grammi in più rispetto a un movimento centrale standard, un’inezia anche per chi è attento al peso.
● Compatibilità: attualmente è progettato per telai con movimento centrale BSA e pedivelle a perno quadro, richiedendo solo una minima modifica al telaio (un foro radiale di 10 mm nella parte inferiore) per il fissaggio antirotazione.
● Resistenza: il sistema è “maintenance free” (non richiede manutenzione) e garantisce alta protezione da acqua e polvere, fondamentale per chi usa la bici col cattivo tempo.

Il nostro test: la prova su strada (e in parcheggio)
Per capire se la teoria corrisponde alla pratica, Marco Brunetti ci ha fornito una E-bike da commuting a marchio Coppi, equipaggiata con il sistema della MLPB.
A prima vista, la bici sembrava assolutamente normale. Nessun lucchetto a U penzolante, nessuna catena. La magia avviene con una chiave elettronica che con due piccoli magneti si collega agevolmente all’antifurto. Nel caso delle e-bike, come quella in test, il dispositivo è alimentato direttamente dalla batteria principale (previa riduzione a 3,7 V). Per le bici muscolari, invece, esiste una versione con batteria ricaricabile dedicata e telecomando esterno.
La sensazione di sicurezza è immediata: con un semplice click, le pedivelle si cementano. Abbiamo provato a forzare la rotazione, ma il blocco è solido, meccanico, inamovibile. È la soluzione definitiva? Probabilmente, se abbinata a un lucchetto tradizionale per ancorare il telaio a un palo, rappresenta il livello di sicurezza più alto oggi disponibile.

Vuoi vederlo in azione?
Non perderti il nostro video test completo sul nostro profilo Instagram, dove mostriamo la facilità di attivazione e la robustezza del blocco pedivelle.
Il futuro: verso il primo montaggio
Durante la nostra chiacchierata è emersa con chiarezza la visione imprenditoriale alla base del progetto. L’installazione sulla E–bike a marchio Coppi, prodotta da F.lli Masciaghi, non è stata casuale: l’obiettivo di MLPB è entrare nel mercato OEM (Original Equipment Manufacturer), avviando collaborazioni con aziende strutturate come Masciaghi, che ha dimostrato interesse concreto partecipando alla prova su strada del dispositivo.
Sia MLPB sia Masciaghi condividono una forte attenzione verso la mobilità sostenibile e riconoscono il valore di questo accessorio, capace di arricchire la funzionalità delle E–bike e migliorarne l’esperienza d’uso.
Masciaghi, produttore di biciclette di respiro internazionale, è supportata da MAW Tech, realtà specializzata nell’assistenza tecnica per biciclette. Entrambe fanno parte del gruppo PE Industrial (www.peindustrial.it), consolidando così una filiera industriale solida e orientata all’innovazione.
L’idea è che in futuro non dovremo più preoccuparci di installare l’antifurto aftermarket, ma acquisteremo biciclette che escono dalla fabbrica già “immunizzate” contro il furto, con il sistema della MLPB nativo nel telaio.
MLPB, il nostro parere definitivo: test superato
L’antifurto della MLPB di Marco Brunetti ci ha convinto. È una risposta tecnologica, pulita ed efficace a un problema antico. Per il ciclista urbano, per chi possiede una preziosa e-bike o semplicemente per chi vuole vivere la mobilità green senza l’ansia del parcheggio, questo dispositivo rappresenta un investimento intelligente che vale la pena fare.
Per maggiori dettagli tecnici e per visualizzare la gamma prodotti, vi rimandiamo alla pagina ufficiale: https://www.mlpb.it/integrated-lock-device.















