Biker-stradisti: quando la scarpa giusta facilita il salto

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Le nuove Northwave Extreme X hanno molto in comune con le sorelle Veloce Extreme
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Per molti appassionati, compresi molti di voi lettori, la bicicletta non è una sola. Ogni uscita può essere diversa scegliendo la strada, lo sterrato, o anche entrambi: la voglia di esplorare è senza limiti. Il ciclista moderno ama alternare veloci uscite su asfalto a escursioni off-road in Mtb o gravel, passando con naturalezza da un mondo all’altro. L’avere scelta amplia le possibilità e moltiplica il divertimento, ma porta con sé anche alcune difficoltà tecniche e, soprattutto, biomeccaniche.

Chi pedala su più terreni lo sa bene: il passaggio tra bici da strada e Mtb non è sempre così immediato. Cambiano le geometrie, cambiano le posizioni, cambiano gli adattamenti richiesti al corpo. E quando si è particolarmente sensibili, oppure con qualche anno in più sulle gambe, questi cambiamenti possono tradursi in piccoli fastidi, tensioni muscolari o difficoltà nel ritrovare rapidamente il miglior approccio in sella.

Tra gli elementi che più incidono su questa transizione ci sono senza dubbio i pedali. Le differenze tra strada e Mtb sono note e sostanziali (qui un approfondimento sempre valido). I pedali da strada offrono generalmente una piattaforma più ampia e stabile, con un unico lato di aggancio, per massimizzare la trasmissione della potenza durante la pedalata. I pedali da Mtb, invece, adottano solitamente un sistema a doppio lato, con una piattaforma più compatta, progettata per facilitare l’aggancio anche nelle situazioni tecniche, consentire maggiore libertà di movimento e favorire lo scarico di fango e detriti.

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Specialized ormai dai anni adotta questa filosofia

Se cambiano i pedali, cambia anche la scarpa

Di conseguenza cambiano anche le scarpe (oltre alle tacchette), e proprio qui si trova uno dei punti più delicati per chi alterna le discipline. La scarpa, infatti, rappresenta l’interfaccia più diretta tra ciclista e bicicletta: ogni minima variazione può influire sulle sensazioni in sella. E non sempre basta un periodo di adattamento.

Anche per questo motivo negli ultimi anni il mercato ha iniziato a proporre soluzioni sempre più interessanti per i cosiddetti “biker-stradisti”. Molti marchi hanno sviluppato modelli di vertice per strada e Mtb partendo dallo stesso progetto, differenziandoli solo per alcuni dettagli, nello specifico a livello della suola. In questo modo la calzata (qui un approfondimento sui sistemi di chiusura), la struttura e la sensazione generale restano molto simili, facilitando l’eventuale passaggio.

Come si sono mossi i principali brand del settore?

È una filosofia adottata da tempo da alcuni marchi di riferimento. Specialized, ad esempio, propone da anni le serie Torch per la strada e Recon per l’off-road, sviluppate con una base progettuale comune. Lo stesso approccio si ritrova in Fizik, con la linea Vento declinata in diverse versioni per discipline differenti, ma accomunate da ergonomia e impostazione. Ma anche Northwave, restando in ambito italiano, da tempo segue questa tendenza  e attualmente propone in gamma Extreme X e Veloce Extreme, due modelli pensati per offrire sensazioni molto vicine pur destinati a utilizzi differenti. Ma la lista potrebbe essere infinita (anche DMT).

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Northwave equipaggia Wilier-Vittoria. Questo nuovo modello ha caratteristiche interessanti, tra cui una suola con tasselli bassi, radi e intercambiabili. Un cambio di paradigma?

Per chi pedala su più terreni, queste differenze sottilissime possono fare davvero la differenza. Ritrovare la stessa calzata, la medesima rigidità percepita e un’altezza simile della suola rispetto al pedale aiuta a mantenere costanti certe misure e sensazioni, e ridurre il rischio di fastidi. Insomma, un dettaglio che, soprattutto con l’attività intensa o il passare degli anni, diventa tutt’altro che secondario.