Sono stati assegnati i numeri UCI per la Coppa del Mondo 2026, un passaggio fondamentale che definisce l’identità dei bikers nelle diverse discipline. Ogni numero racconta una storia, possono infatti avere il proprio pettorale fisso solo gli atleti che hanno vinto in passato almeno una gara di Coppa, ma diventa anche un brand personale.
Per il 2026, però, è prevista un’importante novità: il numero 1 sarà assegnato al leader della classifica generale di ogni disciplina (Cross Country, Downhill ed Enduro) e avrà priorità su quello personale, rendendo così ancora più evidente chi detiene la leadership stagionale.
Andiamo a scoprire tutti i numeri scelti!
XC: tanti nuovi numeri per gli uomini, mentre tra le donne pesante assente della campionessa in carica
Per il Cross Country troviamo sia atleti che da anni sono protagonisti nella Coppa come gli svizzeri Lars Forster (n.3) e Mathis Flückiger (n.24), il neozelandese Sam Gaze (n.4) i francesi Titouan Carod (n.3), Victor Koretzky (n.6) e Jordan Sarroud (n.9), l’americano Christopher Blevins (8), il campione del Mondo Alan Hatherly (11), il danese Simon Andreassen (n.69), lo spagnolo David Valero Serrano (84) e l’azzurro Luca Braidot (444). Il friulano è al momento l’unico italiano in attività ad aver vinto una prova XC di Coppa del Mondo. Ma anche new entry, ossia i bikers che hanno vinto lo scorso anno la loro prima prova e che quest’anno possono scegliere il numero, come: il ceco Ondřej Cink (n.7), il transalpino Luca Martin (n.12), il cileno Martin Vidaurre Kossmann (n.18) e il britannico Charlie Aldridge (n.321).

In campo femminile il “roster” dei vincitori di una gara di Coppa del Mondo in attività è più corto. A scegliere il proprio numero, infatti, sono state: la francese Loana Lecomte (n.2), le olandesi Puck Pieterse (n.3) e Anne Terpstra (n.4), le elvetiche Jolanda Neff (n.5) e Alessandra Keller (n.11), l’ucraina Yana Belomoina (n.6), le americane Kate Courtney (n.7) e Haley Batten (n.9), la britannica Evie Richards (n.13), le austriache Laura Stigger (n.25) e Mona Mitterwallner (n.59), l’australiana Rebecca Henderson (n.27) e la svedese Jenny Rissveds (n.69).
DHI: la Francia domina la classifica della Nazionali
A dimostrazione della fortissima competizioni che c’è nel downhill maschile, questa è la categoria con il maggior numero di vincitori di prove. La nazionalità più rappresentata è senza dubbio la Francia (con ben 7 bikers), che vedrà al via i suoi atleti con i rispettivi numeri: Loris Vergier (n.2), Amaury Pierron (n.4), Benoit Coulanges (n.9), Rémi Thirion (n.22), Loïc Bruni (n.29), Thibault Dapréla (n.51) e Alex Fayolle (n.88). Ben rappresentata anche la Gran Bretagna (4 ragazzi) con Danny Hart (n.5), Reece Wilson (n.11), Matt Walker (n.15) e Jordan Williams (n.17).
Ultimo gradino del podio per tre nazionali: Australia, con Troy Brosnan (n.3) e Luke Meier-Smith (n.18); Canada, con Jackson Goldstone (n.6) e Finn Iles (n.99); e Irlanda, con Ronan Dunne (n.8) e Oisin O’Callaghan (n.100). Con un solo atleta ci sono invece USA, Sudafrica, Belgio e Austria, rispettivamente rappresentate da Aaron Gwin (n.7), Greg Minnaar (n.13), Martin Maes (n.25) e Andreas Kolb (n.66).

Molti meno nomi e nazionali sono invece presenti nella lista femminile che vede: le transalpine Myriam Nicole (n.7) e Marine Cabirou (n.12), l’austriaca Valentina Höll (n.11), la canadese Gracey Hemstreet (n.17), la britannica Tahnee Seagrave (n.57), l’italiana Eleonora Farina (n.81) e la tedesca Nina Hoffmann (n.96).
END: il movimento stenta un po’ a decollare e i numeri lo mostrano
Nel panorama Enduro, sono decisamente meno gli atleti che hanno trovato la via del successo in passato, ma non mancano comunque i grandi nomi. Tra gli uomini spiccano: l’americano Richard Rude Jr. (n.4), il polacco Slawomir Lukasik (5), il neozelandese Charles Murray (n.8), il canadese Jesse Melamed (21) e il francese Alex Rudeau (n.133). Oltre a loro, ritroviamo anche tre bikers che attualmente sono passati al downhill, vincendo anche lì, come il britannico Matt Walker (n.11), l’australiano Luke Meier-Smith (n.22) e il belga Martin Maes (n.25).

In campi femminile, emergono nomi della slovacca Simona Kuchynkova (n.3), delle britanniche Ella Conolly (n.4) e Harriet Harnden (n.44), della canadese Elly Hoskin (n.7) e delle transalpine Isabeau Courdurier (n.8) e Morgane Charre (n.9).














