Al termine del Mondiale Marathon di Fiera di Primiero, siamo riusciti a chiacchierare con Andreas Seewald in merito alla 32 pollici utilizzata in gara. Non l’avete ancora vista? Allora non perdetevi il nostro approfondito bike-check della sua KTM Scarp 32″! Proprio il neo-campione del mondo Andreas Seewald, a fine gara, ha raccontato quanto questa scelta tecnica sia stata decisiva per la sua prova iridata.
Le sensazioni in sella alla KTM Scarp 32″
«Sto pedalando con una 32″ da poco tempo – ha raccontato Seewald al termine della gara – e la scelta di utilizzarla al Mondiale è stata una decisione presa un po’ di stomaco». Nonostante il breve periodo di adattamento, il feeling è stato eccezionale: «Mi sono sentito subito a mio agio su questa bici. Posso dire che in discesa ha reso la mia gara un po’ più confortevole, ma alla fine la differenza la fanno sempre le gambe».

Il formato 32 pollici: è il futuro dell’XC e dell’XCM?
L’interesse del settore attorno a questa innovazione è ormai alle stelle. «In tanti mi hanno già chiesto – ha continuato il campione tedesco – se possa diventare la bici del futuro. Io penso di sì, per determinate corse. KTM ha già fatto questa scelta e so che molte aziende si stanno organizzando per lanciare le bici da 32 pollici». Per Seewald, il bilancio post-gara è netto: «Per me, l’utilizzo di questa bici ha portato solo vantaggi nel corso della gara».
Ormai, nel mondo del cross country e del marathon, il nuovo formato ruota da 32 sembra essere una solida realtà. Tuttavia, il dibattito si accende e le questioni aperte restano numerose. Prenderà definitivamente il posto delle 29″? Che evoluzione tecnologica avrà sul lungo termine? Sarà il nuovo standard anche nelle discipline gravity? Sarà un mezzo destinato solo alle persone alte?
Chi può dirlo: le domande sono ancora tante e le bici in gara ancora troppo poche. I tempi non sono ancora maturi. Di certo, si può solo affermare che una bici vincente ha bisogno di buone gambe per essere spinta al massimo – ed è innegabile – ma nel ciclismo di oggi il mezzo conta tanto quanto il pilota, specialmente in una competizione esigente come il Mondiale Marathon.

Una scelta oltre il semplice marketing
Dalle parole di Seewald, però, emerge qualcosa di più del semplice marketing. Un atleta professionista ha sempre la possibilità di scegliere il proprio set-up, specialmente quando ha la “gamba mondiale”: il fatto che abbia optato per la 32 pollici ha, senza dubbio, un significato profondo. Avendola utilizzata, e magari anche sviluppata fin dall’inizio, l’atleta conosce bene i vantaggi tecnici che può dare.
Il neo-campione deve aver ritenuto che i benefici fossero nettamente maggiori dei costi, specialmente in un mercato che non è ancora pronto ad accogliere le 32 pollici in termini di pezzi di ricambio. Oggi come oggi, ricordiamolo, una foratura o un cerchio rotto su una bici da 32 significa panico totale: i ricambi sono pochi e per pochi eletti.
Che futuro avrà il nuovo formato? L’interrogativo resta aperto. Di sicuro, nel suo “piccolo” presente, la MTB da 32 pollici può già vantare la vittoria di un Campionato del Mondo Marathon.















