Clamoroso! Aru e Nibali di nuovo insieme, il prossimo anno in mountain bike in coppia alla Cape Epic? L’idea c’è

Fabio Aru in mountain bike (foto: Antonin Biez)
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Tra i grandi campioni del ciclismo su strada è sempre più mountain bike mania! Alla Hero Sudtirol Dolomites di sabato scorso vinta da Leonardo Paez, è tornato al suo primo amore Fabio Aru, vincitore di una Vuelta. Il “Cavaliere dei quattro mori”, ambassador Specialized, si è messo alla prova sul percorso lungo con un ottimo tempo finale. Ma le sfide off-road di Aru non finiscono qui! Parteciperà anche all’Assietta Legend e poi ha un messaggio per l’amico ed ex compagno di squadra in maglia Astana, Vincenzo Nibali: lo Squalo, che si ritirerà dal professionismo a fine stagione, accetterà l’eventuale idea futura di affrontare con il corridore sardo la temibile Cape Epic? Scoprite tutto in questa intervista su quimtbmagazine.

Fabio, sabato hai partecipato alla Hero Dolomites: com’è andata?

«L’ho fatta come ospite, come ambassador Specialized e quindi non ero in gara, ma ho fatto tutto il percorso. In particolare ho fatto il percorso lungo e devo dire che è veramente dura. Dopo anni che non partecipavo a una gara di mountain bike ho potuto ricordare quanto lentamente passino i chilometri in mountain bike: 87 chilometri con 4.500 metri di dislivello, ti posso assicurare che sono parecchio duri. I posti, le Dolomiti sono sempre uno scenario molto bello e ho potuto veramente godere dei paesaggi dove si passava. Conoscevo il Sella, il Duron su strada, ma non li avevo mai fatti in mountain bike e quindi è stato parecchio suggestivo. La manifestazione è organizzata molto bene e anche dal pubblico ho avuto un’accoglienza speciale, oltre che dai biker più forti come Kerschbaumer, Porro e Paez. Veramente una bella esperienza».

Tra la strada e i sentieri, quali sono state le differenze principali?

«In mountain bike, e questo spesso si dimentica quando si corre su strada, hai poca possibilità di rilassarti anche in discesa. Nel senso che, fai una salita sterrata dove devi gestire la potenza su tratti che vanno oltre il 25% e arrivi in cima che hai fatto uno sforzo importante e dopo in discesa non puoi rilassarti. Per me sono state cinque ore abbondanti di gara, per i primi quattro ore e mezzo dove logicamente non hai tempo di abbassare la guardia. Personalmente sono stato più tranquillo nei quattro chilometri salendo verso il Pordoi. Per il resto devi essere sempre sul pezzo. La mia presenza è stata come ambassador Specialized, non competitivo».

Parteciperai ad altri eventi quest’anno?

«Sì, la mountain bike è un’ambiente che mi piace, è molto bello e molto familiare. Adesso avrò domenica la Gran Fondo Sestriere Colle delle Finestre e la domenica successiva l’Assietta Legend sempre come ambassador Specialized. Nella mountain bike il tifoso ha più possibilità di interagire con il campione allo stand e ho notato che il clima era veramente bello».

Nibali si allena anche in mountain bike. Sappiamo che questa è la sua ultima stagione da professionista, ti piacerebbe ricreare una coppia con lui anche attraverso Specialized, come era ai tempi dell’Astana?

«Con Vincenzo ogni tanto ci capita di trovarci in mountain bike. Non so cosa prevedranno i suoi programmi futuri. Penso che usciremo insieme in mountain bike anche in futuro, impegni permettendo. Il mio ruolo adesso rappresenta quello di ambassador e non faccio competizioni in griglia. Non so cosa vorrà fare lui».

Guardando a Petacchi e Simoni che hanno affrontato la sfida super della Cape Epic, ti piacerebbe in futuro fare questa esperienza?

«La Cape Epic è una delle gare più importanti e più storiche come competizione a tappe ed è una delle più dure, se non la più dura. Devo vedere quello che sarà il mio percorso di vita normale che mi vede impegnato su più fronti e va programmata sapendolo per tempo. Comunque è una manifestazione che non si inventa dall’oggi al domani. Ma non escludo niente, mai dire mai nella vita».

Sarebbe suggestiva la coppia Aru-Nibali alla Cape Epic. Lanciamo quest’idea…

«Si potrebbe fare, mai dire mai. Chi lo sa. Lascio a voi di Bicisport e ai tifosi il beneficio del dubbio, così è più interessante».