Alla domanda sui tatuaggi scoppia a ridere. «Sì, ne ho. Ed è una cosa abbastanza divertente». Sofie Pedersen non è solo la ragazza da battere tra le U23, è una persona solare, allegra, catturata dal mondo e da quello che la circonda. «Insieme ad altri compagni di squadra ci siamo tatuati una scritta sulla caviglia. E ne ho anche una sul braccio: “No stress”, c’è scritto». Come farà a non sentirlo questo stress, lei, neo campionessa d’Europa, 22 anni, l’atleta della Wilier Pirelli che in questo 2023 si è presa tutto e che tutti vogliono battere. No stress è un credo, ma quando c’è da spingere sui pedali della sua mtb Sofie proprio non si tira indietro. A Glasgow ha appena vinto una medaglia di bronzo nel Team Relay e ora affronterà l’XCO U23 (l’11 agosto), e i pronostici non fanno che metterla al centro di tutto. «Le rivali? Tutte. Ci sono molte ragazze valide nella mia categoria». E’ nata a Aalborg, Danimarca, che è «un bel posto e una buona zona per fare mtb». Judoka mancata, a un certo punto Sofie ha dovuto scegliere. L’amore ci ha messo lo zampino: «Amo la mountain bike».
Questo Mondiale che cos’è per te?
«È la corsa più importante dell’anno, quindi significa molto. È stato bello avere una pausa dalle gare nelle ultime settimane. Sono stata in ritiro in quota a Livigno e sono super emozionata per i Mondiali».
Ti consideri l’atleta da battere?
«Ho vinto tutte le gare in Coppa del Mondo finora, quindi penso che molte persone pensino che io sia quella da battere. Mi piace la pressione, mi motiva».
Però no stress…
«Tutti vogliono vincere e ci sono tante ragazze forti nella categoria Under 23. Faccio del mio meglio ogni giorno per prepararmi al meglio possibile. Vediamo cosa ci riserva la giornata. Non è facile vincere gare. Tutto deve andare secondo i piani il giorno della gara».

Diventare Campionessa Europea che livello di consapevolezza ti ha dato?
«È un sogno. Sapevo di essere una delle favorite prima della gara, quindi è stato un grande sollievo fare una prova senza errori e seguire il piano alla perfezione. Ed è stato bello ricevere i messaggi della mia famiglia, loro mi supportano sempre».
Come gestisci le aspettative?
«Non ci penso. Il mio piano gara è sempre lo stesso: fare del mio meglio. In assoluto. Faccio tutto questo per me stessa, perché lo amo. Ma ho fatto molto allenamento mentale in passato per essere pronta per situazioni come questa in cui c’è un po’ di pressione».
Cosa è successo in questo 2023?
«È il primo anno nella Wilier Pirelli, sono così felice di farne parte. Mi sento molto bene e circondata da persone preparate, i migliori. Penso che questo sia una parte enorme del mio successo, oltre a tanto allenamento e determinazione».
Che altra connessione hai con l’Italia?
«Io amo l’Italia».
Nella bici sei meticolosa?
«Sì, è molto importante avere un’ottima configurazione della bici. Dedico molto tempo al mio meccanico per ottenere l’allestimento giusto per i diversi percorsi».

Cosa deve essere assolutamente perfetto?
«La pressione delle gomme e l’allestimento delle sospensioni. Quelle cose devono essere assolutamente perfette».
Perché la Danimarca ha così tanti campioni su due ruote?
«Abbiamo una comunità ciclistica molto solida, dove i bambini iniziano a praticare il ciclismo fin da giovani e poi continuano a crescere. Il nostro sistema scolastico è anche piuttosto favorevole. Io sono stata in una classe sportiva durante tutti gli anni di scuola, dove ho potuto ricevere il supporto di cui avevo bisogno».
Però niente montagne…
«Abbiamo molti percorsi fantastici in Danimarca, anche se non abbiamo montagne. Solo colline». (e ride)
Come hai incontrato la bici?
«Ho fatto judo insieme a Gustav, mio fratello, per 5 anni. Poi abbiamo dovuto scegliere tra mountain bike e judo perché era troppo impegnativo. Mio padre faceva mtb, io e mio fratello abbiamo voluto provare. È successo 12 anni fa. Ci siamo subito innamorati e da allora ci alleniamo insieme praticamente ogni volta che usciamo in bici. Ora siamo nella stessa squadra. È fantastico essere nella stessa squadra con tuo fratello, che per me è anche il mio migliore amico. Facciamo tutto insieme, lui mi aiuta tantissimo».














