Coppa del Mondo, Val di Sole: che Vidaurre, ma che bici! Specialized è Epic in tutti i sensi

Vidaurre
Ecco la Specialized Epic 8, mtb con cui Martin Vidaurre Kossmann ha vinto la prova XCO di Val di Sole
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In questo primo scorcio di Coppa del Mondo è emerso un dato insindacabile: Specialized è la squadra da battere. Con Christopher Blevins leader del massimo circuito UCI e già plurivincitore, Victor Koretzky in maglia iridata e Martin Vidaurre Kossmann fresco trionfatore in Val di Sole, il team americano si conferma al vertice della competizione. E se il valore atletico è indiscutibile, si può dire lo stesso della qualità della Specialized Epic 8 in dotazione al team.

Uno sport difficile come il cross-country olimpico esige il massimo, sia dai bikers, che dai mezzi meccanici. Ecco che la scelta della messa a punto, dei giusti componenti e del setting adeguato diventa un fattore chiave nella corsa alla vittoria. Specialized, ad oggi, è l’unica squadra con tre top atleti costantemente ai vertici delle competizioni: un chiaro segno dell’ottimo lavoro fatto anche ai box.

Esattamente come accade nel motorsport, seppur nel XCO non vi siano motori, il mezzo è il completamento del biker: la sua estensione. La bici deve essere efficiente, rigida e reattiva nella pedalata, facile nella guida e permissiva nel recuperare energie ovunque sia possibile.

Sì, per quanto possa suonare strano, la migliore messa a punto deve anche “confortare” gli atleti: permettendo loro di rifiatare nei pochi momenti di stanca dalla frenesia di queste competizioni. Il tutto per permettere ai “piloti” di conservare ogni goccia di energia utile al miglior risultato.

Blevins
Christopher Blevins è il numero uno indiscusso di questa stagione (credit: UCI MTB)

Esattamente come accade su strada, si “lima” anche nel ciclismo offroad: soltanto in modo diverso.

La mtb vincente di Vidaurre al microscopio

Eccola qua: la Specialized Epic 8 di Martin Vidaurre, il talento cileno vincitore delle World Series in Val di Sole. Si notano subito le geometrie aggressive, e la splendida livrea Team, ricoperte di polvere: un’osservazione da non trascurare per comprenderne l’assetto orientato a un terreno veloce, secco e insidioso.

Le gomme. Gli Airtrack da 2.5 sono i pneumatici scelti da Vidaurre nel suo assalto alla Val di Sole: scorrevoli sulla parte centrale della carcassa, ma affidabili nelle pieghe laterali grazie alla più fitta tassellatura. In più, in queste condizioni di polvere, una sezione più larga aumenta naturalmente il grip e la potenza frenante.

I cerchi Roval Control. Le ruote usate dal Team Specialized sono le Roval Control: uniche in quanto a leggerezza, solidità e controllo. Tra l’altro, rappresentano l’eccellenza in quanto a scorrevolezza e reattività: lo conferma anche la performance di Blevins, vincente nel XCC.

Una piccola curiosità: si possono intravedere, scarabocchiate a pennarello sull’adesivo Roval, le iniziali “MV” a indicare l’atleta a cui appartengono questi stessi cerchi. Crediamo essere stata opera dei meccanici, per orientarsi nell’allestimento della bici da gara di ogni atleta del Team.

Val di Sole
Martin Vidaurre Kossmann ha vinto la prova XCO di Val di Sole 2025 (credit: UCI MTB)

Sram Motive. I freni Sram Motive a 4 pistoncini si combinano a cerchi e gomme per fornire un comparto ruota da far invidia a chiunque. Questo impianto frenante è di derivazione gravity, alleggerito notevolmente nel peso, ma non nella potenza frenante. Un sistema così costruito, con un dialogo efficace tra componenti, determina un controllo e una stabilità complessiva ancora maggiori.

Rock Shox e Sram: sospensioni e cambio dalla tecnologia tutta elettronica. Eccoci al clou: le sospensioni elettroniche che hanno sostenuto l’attacco decisivo. Il cileno, infatti, ha iniziato a costruire il gap vincente nella discesa verso il suono della campana. Per fare ciò – oltre alle sue doti tecniche – ha potuto contare sulla migliore tecnologia in fatto di sospensioni: il Flight Attendant di Rock Shox, un vero e proprio miracolo ingegneristico. Non solo, wireless è anche il dropper. I 125mm di escursione del suo Reverb Axs gli hanno permesso un approccio quasi “downhill”.

E poi il cambio: lo Sram XX, come la guarnitura, e anch’esso senza fili. La reattività combinata dei dispositivi Axs gli ha permesso un immediato rilancio dell’andatura, già dal rettifilo d’arrivo.

Un contributo quanto a rigidità ed efficacia arriva anche dai pedali: gli HT M2, noti per la loro pronta risposta – senza flessioni – in fase di spinta.

Viadurre
Martin Vidaurre ha introdotto il nuovo telescopico RockShox Reverb Axs già nella prima tappa stagionale di Araxá (credit: Fabio Piva / Red Bull Content Pool)

Osservazioni finali

In conclusione, Martin Vidaurre è un fenomeno della guida: lo sapevamo e ne abbiamo avuto l’ennesima conferma in Val di Sole. Eppure, il talento cristallino non si potrebbe esprimere altrettanto efficacemente senza una bici completa e versatile.

In questo, Specialized si innalza come azienda leader: la Epic 8 è attrezzata con tutto l’ecosistema proprietario della casa americana. Non solo, oltre a cerchi, pneumatici e telai di ultima generazione, il Brand fornisce anche tutto il kit vestiario: dal casco, agli indumenti, fino agli scarpini. Insomma, mtb progettate con componenti interconnessi riescono a essere sfruttate al massimo, esaltando le qualità degli atleti.

Un’indicazione? Guardate gli oring in gomma sugli steli della mtb di Vidaurre: fine corsa significa aver spinto al massimo, chiedendo il 100% alla propria bici. Inoltre, andando a zoomare sulla forcella, si può osservare come essa abbia lavorato spessissimo nella prima metà: segno evidente di un percorso smosso, in cui era necessario pedalare in modalità di “semi-bloccaggio”.

E voi, avete notato qualche altro dettaglio? Fatecelo sapere!